| IMMIGRATI: SINDACO LAMPEDUSA, VATICANO APRA CONVENTI E SEMINARI |
(ASCA) - Roma, 31 lug - ''Che il Vaticano la smetta di bacchettare il governo centrale e apra le porte dei conventi, dei seminari ormai deserti, delle abbazie affinche' donne e bambini vengano ospitati dalla Chiesa. Che la Chiesa di Roma non resti impassibile alla sofferenza di questa gente e non commetta altri errori, come quelli commessi in passato, restando silenziosa a fenomeni epocali dove c'e' morte''. |
sabato 2 agosto 2008
I ROMENI
Immigrati romeni in Italia: Uno su tre vuole tornare in Romania
Un immigrato romeno su tre tra quelli che si trovano in Italia ha intenzione di tornare "definitivamente" in Romania nei prossimi due anni. È quanto risulta da un sondaggio presentato la scorsa settimana a Bucarest dall'Agenzia delle strategie del governo romeno. Tra gli immigrati, il 23% degli intervistati pensa di ritornare in patria per aprire un'attività in proprio, mentre il 31% desidererebbe costruire una casa in Romania. Questi progetti potranno probabilmente realizzarsi, considerato che la maggior parte degli immigrati romeni sostiene di guadagnare sette volte in più di quello che aveva nella busta paga nel paese d'origine. Secondo lo studio condotto tra novembre e dicembre 2007 su 1.066 persone, il 35% degli intervistati ha affermato di volere "ritornare definitivamente in Romania nei prossimi due anni", mentre il 21% ha dichiarato al contrario di volere "restare definitivamente in Italia. Secondo i dati raccolti dallo studio, il 57% dei romeni lavora regolarmente in Italia, il 23% ha un posto di lavoro stabile ma è pagato al nero, il 5% svolge delle attività occasionali, mentre l'8% sono casalinghe o disoccupati. Solitamente i lavoratori romeni sono occupati nell'edilizia (24%), nel lavoro domestico (12%), nel commercio (8%) o nell'assistenza agli anziani (7%). Più del 70% dei romeni è arrivato in Italia tra il 2001 e il 2007 e spesso inizialmente aveva soggiornato in altri paesi europei prima di stabilirsi in Italia. L'identikit del lavoratore romeno è il seguente: circa 33 anni (per gli uomini e per le donne), senza una laurea, proveniente dalle zone del nord del Paese (dalla Moldavia o dalla Transilvania). Soltanto il 7% ha una laurea, ma il 72% ha un diploma di liceo o di scuola professionale. L'indagine statistica rileva inoltre che i romeni che si trovano in Italia "mantengono relazioni strette" con i parenti rimasti in Romania. Il 51% invia denaro alla famiglia almeno due o tre volte all'anno, mentre il 70% ritorna in Romania almeno una volta all'anno. Secondo lo studio, realizzato dopo l'aggressione mortale ai danni di Giovanna Reggiani da parte di un cittadino romeno, il 63% degli intervistati ha risposto che i mass media italiani hanno presentato in modo "tendenzioso e sbagliato" l'accaduto ed il 72% ritiene che l'immagine che gli italiani hanno degli immigrati romeni "si è deteriorata" dopo l'omicidio di Roma. Il 22% degli intervistati pensa che non sia cambiato nulla e circa il 33% crede giustificato il decreto per le espulsioni dei cittadini comunitari varato dal governo italiano subito dopo il caso Reggiani. Il 92% degli immigrati afferma di seguire i casi che vedono protagonisti romeni che non rispettano le leggi italiane. Il sondaggio rivela che i romeni generalmente si considerano integrati nella società italiana, il 67% ha un'opinione buona o ottima dei datori di lavoro italiani, il 92% ha un buon rapporto con i vicini e il 94% pensa di conoscere la lingua italiana abbastanza bene per cavarsela nella vita di tutti i giorni. Il 78% dei romeni che lavora in Italia si dice fiero o addirittura fierissimo della propria nazionalità. Il sondaggio è stato realizzato dall'Istituto Metro Media Transilvania, dal 20 novembre al 15 dicembre 2007, presso le comunità romene che risiedono in varie regioni italiane.
"Sindrome Italia", allarme in Romania
Dopo le feste natalizie, la partenza dei parenti che lavorano all'estero, soprattutto in Italia e Spagna, ha provocato delle tragedie in diverse famiglie romene. Il quotidiano "Romania libera", ripreso dalla pubblicazione on-line Metropoli, riferisce che negli ospedali di Iasi hanno segnalato numerosi tentati suicidi generati dalla cosiddetta "sindrome Italia". Lo scorso fine settimana, nel giro di poche ore, diverse persone sono state ricoverate a Iasi, dopo aver tentato il suicidio a seguito di depressioni provocate dalla partenza di parenti verso l'estero, come spiegano i medici. Infelice perché la moglie era tornata a lavorare all'estero, un giovane di 22 anni ha preso oltre 30 pillole di barbiturici, mentre una donna di 38 anni è finita in coma dopo avere ingerito pillole prima del ritorno del marito in Italia. Un'altra donna di 48 anni ha ingerito varie pasticche trovate in casa, nel tentativo di convincere la figlia a non tornare al suo lavoro all'estero. Altri tre uomini di 22, 27 e 35 anni sono stati sottoposti a interventi chirurgici dopo essersi feriti con coltelli o pezzi di vetro al collo, al torace o alle mani. Per fortuna tutti sono sopravvissuti ai tentati suicidi. Fonte: Daniele Pantaleoni ( www.gazzettino.ro )
CHILD PROSTITUTION.....ARRESTS IN ITALY
As in most of these cases the victim (child prostitute) has been under heavy physical and psychological pressure through intimidation with Voodo.
The girl was recruited in Nigeria where she was supposed to pay a sum between 30.000 to 50.000 euro.The pretext was her joining a Nigerian female football team In France . From France she was sent to Modena in Italy where she worked as a prostitute until her final liberation.
Translated/summarized by: Chukbyke
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IMMIGRATI, CDM APPROVA DECRETI E LI INVIA A BRUXELLES
(di Massimo Nesticò)IN 28 SBARCANO A MALTA - Un barcone con 28 immigrati è stato soccorso dalla Marina maltese stamane, dopo che è stato avvistato dal peschereccio italiano 'Nuova Lorenzo' a circa 30 miglia sud di Malta. Gli immigrati sono stati scortati verso il porto de La Valletta dove sono stati consegnati alla polizia e trasferiti nel centro di Safi. Intanto, dopo gli arrivi massicci degli ultimi giorni, i centri dell'isola sono sull'orlo del collasso, con il governo che ha riunito la protezione civile, l'esercito e la polizia per creare nuovi spazi d'accoglienza. Ieri due donne, tra cui una incinta, hanno perso la vita nell'ennesimo naufragio al largo di Malta.
venerdì 1 agosto 2008
Il dramma delle coppie formate da cittadini italiani e cittadini stranieri
Una serie di leggi definiscono straniero extracomunitario, chi non è cittadino della Comunità Europea.
Dal 1958: Germania, Francia, Italia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo
Dal 1973: Regno Unito, Irlanda, Danimarca
Dal 1981: Grecia
Dal 1986: Spagna, Portogallo
Dal 1995: Austria, Finlandia, Svezia
Dal 2004: Slovenia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Polonia, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Cipro
Dal 2007: Romania, Bulgaria

Alcuni esempi di Paesi Extracomunitari
Il Vaticano, USA, Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Cina, Svizzera, Norvegia, Serbia, Ucraina, Marocco, Tunisia, Egitto, Israele, Brasile, Messico, Islanda, Perù etc. etc.
Esempi di extracomunitari:
- George W. Bush (Presidente USA)
- Bill Gates (USA)
- Le guardie svizzere del Papa (Svizzera)
- Akihito Imperatore del Giappone (Japan)
- Fidel Castro (Cuba)
- Silvester Stallone (USA)
- Woody Allen (USA)
- Mel Gibson (USA)
- John Travolta (USA)
- Madonna (USA)
- Maradona (Argentina)
- Steven Spielberg (USA)
- Probabilmente Leonardo da Vinci (perchè ha vissuto prima della fondazione della UE)
- La mia Tamara! (SERBIA)
Piccola considerazione: tutti i leghisti, volendo l'indipendenza dall'italia resterebbero fuori anche dalla comunità europea. Quindi per la proprietà transitiva I LEGHISTI SONO ASPIRANTI EXTRACOMUNITARI
EXTRACOMUNITARIO..A CHI? DEFINIZIONE
Extracomunitario
Il termine è usato spesso impropriamente nel linguaggio comune e dai media per indicare persone immigrate in Europa spesso provenienti da paesi economicamente disagiati. Nel suo significato letterale invece è un extracomunitario anche, ad esempio, un cittadino statunitense.
Letteralmente, l'aggettivo "extracomunitario" indica cose e persone che appartengono a (o provengono da) paesi estranei alla Comunità economica europea. È una parola piuttosto recente, visto che la prima attestazione registrata dai dizionari risale al 1980, e del resto è recente anche l'abitudine mentale di riferirsi alla Cee come alla comunità per antonomasia.
Nato nel marzo 1957 con la firma del trattato di Roma, questo organismo internazionale infatti nei primi anni della sua esistenza non interferiva che superficialmente con la vita politica e civile degli stati aderenti (che all'inizio erano solo sei, fra cui l'Italia); più incisivamente esso agiva semmai sul piano dell'economia, cercando di razionalizzare con incentivi o limitazioni la produzione industriale e agro-alimentare dei singoli paesi. Ma i semplici cittadini cominciarono a sentirsi membri della comunità in maniera più consapevole quando furono chiamati per la prima volta a eleggerne direttamente i parlamentari, nel giugno del 1979: da allora è proseguito a ritmo sempre più serrato il processo di integrazione, mentre parallelamente cresceva il numero degli stati membri (attualmente 15, con l'ingresso di Austria, Finlandia e Svezia nel 1995). Non passa giorno che sugli organi d'informazione non si parli della comunità, dei sacrifici necessari per allinearsi con i requisiti indicati dal trattato di Maastricht, della moneta unica (l'Euro) che entrerà in vigore fra pochissimo; e non se ne discute solo da un'ottica economico-finanziaria, bensì anche come organismo ispiratore di provvedimenti legislativi e controllore di un'equilibrata e coerente crescita civile.
Ma tornando alla parola extracomunitario, c'è da osservare che, a rigore, essa dovrebbe applicarsi a tutti gli abitanti di paesi non-Cee, per esempio anche ai cittadini svizzeri, norvegesi, statunitensi, israeliani e così via; sappiamo invece per esperienza quotidiana che non è così: quando si parla di "extracomunitari" si allude quasi esclusivamente agli immigrati che vengono dall'Africa o dall'Albania o dai territori curdi, spesso malconci e disperati, in gran numero clandestini.




