giovedì 5 gennaio 2012

Padova, netturbini protestano: "Licenziati perché siamo neri


Padova, netturbini protestano: "Licenziati perché siamo neri"

4 lavoratori nigeriani accampati di fronte al comune


      TMNEWS
Padova, 4 gen. (TMNews) - Si sono accampati di fronte al Comune di Padova, quattro netturbini nigeriani dipendenti della cooperativa La Casona che lavorava in subappalto per la multiutiliy AcegasAps per protestare contro il licenziamento, "ci hanno licenziato perché siamo neri", affermano.

Come riporta 'Il Gazzettino', i quattro lavoratori denunciano una discriminazione razziale per cui presenteranno un esposto in Procura, anche se alla base sta la preoccupazione dei quattro che d'ora in poi non potranno mantenere moglie e figli. Di sicuro non hanno intenzione di lasciare il loro presidio davanti al municipio di Padova fino a che non riceveranno una risposta.

A parlare per tutti è un 39enne nigeriano da 23 anni in Italia e da oltre 10 al lavoro presso La Casona che subappaltava i netturbini ad Acegas Aps che, però, ha deciso di non rinnovare il contratto. Il lavoratore nigeriano chiama in causa Acegas sottolineando che gli ordini venivano presi direttamente dalla multiutility, fatto dimostrabile dai tabulati telefonici e che la ragione del licenziamento è solo ed esclusivamente la discriminazione razziale.

La decisione di Acegas Aps è di svolgere in proprio la pulizia del centro storico, prima affidata alla cooperativa, potendo così risparmiare 120 mila euro all'anno.
 http://www.tmnews.it/web/sezioni/news/PN_20120104_00059.shtml

mercoledì 14 dicembre 2011

Aly Baba Faye: “Killer armato dal razzismo quotidiano”

Aly Baba Faye: “Killer armato dal razzismo quotidiano”


Il sociologo di origine senegalese: "La strage di Firenze è la punta di un iceberg, il problema non è solo il gesto di un folle. Gli immigrati in Italia sono diventati capri espiatorio, mostri da colpire. Si rischia una protesta violenta, le istituzioni stiano vicine alla comunità"

Roma  - 13 dicembre 2011 - "Lo sfondo razzista di quello che è successo è evidente. L’assassino si è andato a scegliere le sue vittime al mercato, sapendo di trovarle al lavoro. Ha aperto il fuoco contro un bersaglio semplicissimo, gli ambulanti con la pelle nera".
Aly Baba Faye, sociologo e leader storico della comunità senegalese, si dice "sconvolto" per la strage di Firenze, ma analizza con lucidità il contesto in cui è maturata: "Negli ultimi anni in Italia si è seminato molto razzismo, la diversità è diventata un male, l’immigrato la vittima da sacrificare. C’è stato un crescendo che ha legittimato il razzismo, con la politica che insisteva sulla sicurezza e sulle espulsioni, trasformando gli immigrati in una minaccia".
Vede un filo conduttore tra i casi di Torino e Firenze? 
"Certo. La sedicenne che sente sempre parlare male degli zingari, quando si deve inventare uno stupro dà la colpa ai rom e altri vanno a bruciare il loro accampamento. Un folle di estrema destra che spara sugli immigrati è la mano armata di un pensiero seminato da anni. Siamo davanti alla punta di un iceberg,  il problema non è solo la punta, ma tutto l’iceberg".
La crisi economica aggrava questa situazione? 
"La crisi economica è terribile e si rischia di scivolare in un clima pesantissimo. La gente non ne può più, è preoccupata e trova negli immigrati un comodo capro espiatorio. Diventi colpevole per il solo fatto di essere rom, extracomunitario, nero. È un continuo fiorire di insulti e ci vuole poco per passare dalla violenza verbale a quella fisica. Sempre più spesso si premette la frase “io non sono razzista, ma ” a discorsi davvero  atroci contro gli immigrati".
E gli immigrati denunciano?
"Macchè, ormai sono quasi assuefatti a questo clima diffuso. È una sconfitta per chi lavora da anni nell’antirazzismo. Qualche giorno fa ero su un autobus a Brescia e un gruppo di ragazzini ha snocciolato davanti a me una ricca serie di luoghi comuni contro musulmani e neri. Lo hanno fatto sfoggiando un arsenale di linguaggio che dimostra quanto le nuove generazioni abbiano assorbito il profilo del ‘mostro’ che ci è stato cucito addosso".
Come crede che reagirà la comunità senegalese a quello che è successo oggi?
"Oggi ho sentito molti ragazzi di Firenze e c’era tantissima rabbia. Non si può pensare che  gli immigrati subiscano sempre in silenzio, pensiamo a quello che è successo a Rosarno. Servono messaggi distensivi, perché non si scivoli in una protesta violenta. Le istituzioni dovrebbero stare particolarmente vicine alla comunità in questo momento".

lunedì 12 dicembre 2011

"Sei nera, meriti voti in meno di altri"


"Sono esterreffatto: se la notizia fosse vera, saremmo di fronte ad un fatto gravissimo. Farò piena luce sulla vicenda". E' l'amaro commento del dirigente scolastico della Campania, Diego Bouché, alla storia raccontata oggi dal 'Corriere del Mezzogiorno' di una alunna di seconda media di Caserta discriminata per la sua pelle. La ragazzina - pur in presenza di un compito di Geografia del tutto simile a quello di un suo compagno - ha avuto un voto inferiore (7 rispetto al 9 dell'altro alunno) unicamente perché "diversa" come le avrebbe detto la professoressa di fronte alla richiesta di spiegazioni.La storia raccontata dal giornale si svolge nella media "Giannone" del capoluogo di Terra di Lavoro, una delle più importanti. La ragazzina, italiana di Caserta, chiede lumi ma l'insegnante - ora in malattia - dà una risposta che gela l'alunna e l'intera classe: "Tu non sei come gli altri, sei nera". Turbata dall'episodio, Simona - questo il nome di fantasia dato dal giornale - racconta tutto alla madre la quale si rivolge alla dirigente scolastica, Maria Bianco. "E questa - scrive il Corriere - tra un cambio di ora e l'altra, entra nella seconda frequentata da Simona, si chiude la porta alle spalle ed esige silenzio. Chiede di conoscere la versione dei fatti dai bambini. Ne ottiene una dolorosa conferma: 'Tu sei diversa' sente ripetere dagli scolari: 'Tu sei nera'.
Assume quindi l'iniziativa di chiamare a sé la prof e di parlarle chiaro: tu sei fuori da questa scuola, le intima. E la docente comincia ad assentarsi. Nei suoi confronti non viene assunto un provvedimento di sospensione, almeno sulle prime: è in malattia". Quanto accaduto, si sottolinea, "é stato regolarmente denunciato agli organi superiori dalla dirigente scolastica, che quella professoressa di Geografia seguiva con attenzione già da qualche anno dopo i primi problemi avuti con gli studenti di alcune classi e, di riflesso, con i loro genitori".

L'accaduto è venuto all'attenzione del corpo insegnante della scuola al termine di un collegio dei docenti svoltosi mercoledì scorso. Ora il dirigente scolastico regionale della Campania intende vederci chiaro e commenta: "E' incomprensibile tutto ciò. Sono amareggiato - evidenzia Bocuhé - parlerò al più presto con il dirigente provinciale e della scuola, poi deciderò il da farsi. Mi chiedo come sia possibile, oggi, nella società multirazziale, che accadano episodi simili... E' insopportabile. E pensare che proprio ieri sono stato in provincia di Caserta in un incontro al quale erano presenti molti responsabili della scuola casertana. Ma nessuno mi ha fatto cenno ad un episodio così grave. Ripeto, se tutta la vicenda fosse confermata, saremmo in presenza di un episodio gravissimo".

http://www.campanianotizie.com/primo-piano/93-primo-piano/10620-razzismo-in-scuola-caserta-prof-sei-nera-meriti-meno-degli-altri.html

giovedì 24 novembre 2011

Cittadinanza italiana acquisizione: cittadinanza ai bambini nati in Italia

Articolo del 24 Nov 2011
Cittadinanza italiana acquisizione – Cittadinanza per gli immigrati

Il Capo dello Stato, Napolitano, in questi primi giorni del nuovo Governo, coglie l’ occasione per mettere in luce uno dei temi da affrontare il prima possibile: la cittadinanza per gli immigrati.





Quali sono le richieste di Napolitano?

Sfruttando la cooperazione che pare esserci tra le diverse parti politiche, Napolitano spera che si possa creare una legge che regoli i diritti di cittadinanza dei bambini nati in Italia da genitori immigrati e i rapporti tra Stato e minoranze religiose.

Il Presidente della Repubblica ripone le sue speranze nel Ministro della Cooperazione Internazionale e dell’ Integrazione Sociale, Andrea Riccardi fondatore anche della Comunità di Sant’ Egidio; sperando di riprendere il discorso da dove lui stesso laveva lasciato nel 1998con la riforma Turco – Napolitano.
Repliche della Lega:
Ovviamente come accade spesso nella vita di tutti i giorni e maggiormente nella politica, l’ idea di Napolitano non è piaciuta a tutti e l’ ex Ministro degli Interni, Roberto Maroni esprime tutto il suo dissenso. “

L’idea di dare la cittadinanza a chiunque nasca in Italia, sulla base del principio dello “ius soli” è uno stravolgimento dei principi contenuti nella Costituzione “,

con questa dichiarazione lui e la Lega si dicono assolutamente contrari, perchè si rischierebbe di ritrovarsi con centinaia di cittadini italiani in più, solamente perchè nati nel nostro Paese durante una qualsiasi ondata migratoria di clandestini.

Ma cosa dicono le leggi italiane e quelle degli altri paesi Europei riguardo le cittadinanze concesse agli immigrati?

IN ITALIA

Sono deversi i modi attraverso i quali si può acquisire la cittadinanza italiana, questi quelli previsti nel nostro Paese:

ius sanguinis o diritto di sangue;

la cittadinanza italiana viene concessa a chi nasce da genitori italiani, a chi non segue la cittadinanza degli Stati di provenienza dei genitori o a chi è stato trovato o è nato nel nostro territorio da genitori ignoti o apolidi, cioè privi di cittadinanza. ( Legge 91 del 1992 )

ius soli o diritto di territorio;

è un’eccezione della Legge 91, che prevede la concessione della cittadinanza all’ immigrato che almeno da 10 anni risiede legalmente nel nostro Paese, all’ immigrato che all’ estero ha lavorato per lo Stato Italiano almeno per 5 anni,all’ immigrato che ha uno dei genitori, o un ascendente di secondo grado, cittadino italiano che risieda nel nostro Paese da almeno 3 anni, ad un cittadino di un altro Stato dell’ Ue, dopo almeno 4 anni di residenza legale nel nostro territorio, all’ immigrato maggiorenne adottato da cittadini italiani dopo 5 anni dall’ adozione,

al cittadino rifugiato o apolide che risieda legalmente in Italia almeno da 5 anni. acquisizione tramite matrimonio, solo dopo almeno 2 anni di residenza in Italia dal momento del matrimonio con un cittadino italiano, una persona straniera potrà acquisire la sua cittadinanza. In questo caso due possono essere le eccezioni, se entrambi i coniugi risiedono all’ estero bisogna aspettare 3 anni dalla data della celebrazione del matrimonio mentre invece se ci sono figli legittimi o adottati, i termini di attesa vengono dimezzati.

IN EUROPA
Non tutti i paesi hanno la stessa regolamentazione, quasi tutti si basano sul diritto di sangue ma con delle eccezioni.

Grecia, AustriA e Danimarca seguono una linea simile a quella italiana anche se non è semplicissimo acquisire la cittadinanza per chi è nato in quei Paesi da genitori stranieri.
In Belgio, Spagna, Irlanda e Portogallo vale sempre il diritto di sangue ma viene basato su norme meno rigide delle nostre.

Anche in Germania vige il diritto di sangue ma a differenza dell’ Italia, per concedere a un figlio la cittadinanza basta che uno dei genitori del minore nato in territorio tedesco, vi risieda legalmente da almeno 8 anni.

In Francia c’è addirittura una sorta di doppio diritto di sangue che permette ad uno straniero di ottenere la cittadinanza se è nato in territorio francese da genitori stranieri nati a loro volta lì.
Al riguardo in Parlamento sono depositate 50 proposte che riguardano la cittadinanza, con attenzione particolare verso i minori.

Proprio su di loro Napolitino ha attirato l’attenzione, secondo una proposta, i minori stranieri non accompagnati in Italia, potrebbero fare domandaper la cittadinanza solamente se riuscissero a dimostrare di aver iniziato la fase di integrazione grazie anche ad un aiuto concreto da parte della società. Oltre a dimostrare questo il minore dovrebbe frequentare dei corsi scolastici, essere legalmente in Italia da almeno 2 anni, una conoscenza della lingua italiana sufficiente all’ integrazione e la partecipazione ad un progetto pubblico o privato di integrazione o assistenza.
Un’ altra proposta prevederebbe l’ acquisizione della cittadinanza all’ immigrato che entro un anno dal compimento della maggiore età, dichiarasse il desiderio di diventare cittadino iatliano e fosse nato o arrivatoin Italia entro il compimento del quinto anno d’ età.
Le proposte da valutare sono tante, è una questione da esaminare e regolamentare sia se si è favorevoli o contrari all’ ingresso degli immigrati nel nostro territorio. Bisognerà soltanto aspettare di vedere quale sarà la posizione del nuovo esecutivo al riguardo e come, se e quando, il neo Ministro della Cooperazione Internazionale e dell’ Integrazione Sociale, riuscirà a sciogliere questo delicato nodo.

sabato 5 novembre 2011

«Che imbarazzo da Berlusconi»



Chiara Danese: «Che imbarazzo da Berlusconi»
L'aspirante metorina ha raccontato a Servizio pubblico una cena a casa del premier. Con bunga bunga annessoVanity Fair

Chiara Danese
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Foto: M.Bruni © Gossip.it
Articolo: Caso Ruby, rinviati a giudizio Minetti, Fede e Mora
LaPresse - lun 3 ott 2011



Diciannove anni. Voce sottile che si fa fatica a sentire. Capelli biondi e lineamenti ancora da bambina. «Mia mamma non ci poteva credere che ero finita nel “bunga bunga” di Silvio Berlusconi. Sono la più giovane della casa, sono la “sua piccola”», ha detto Chiara Danese, nell’intervista rilasciata a Servizio Pubblico, il nuovo programma web-tv di Michele Santoro. Chiara era un’aspirante «meteorina», che il 22 agosto del 2010, invitata da Emilio Fede, partecipò a una delle famose cene a Villa San Martino, a casa del premier. La ragazza, che insieme ad Ambra Battilana ha denunciato ai Pm quanto successe quella notte, è stata una delle poche a parlare di «quelle feste» a base di sesso. «Ci ha fatto vedere la casa. Ci toccava il sedere. Che imbarazzo! E poi ci ha portato nella sala del bunga bunga», ha raccontato. «C’era anche Nicole Minetti, vestita da infermiera sexy, e ha fatto uno spogliarello molto hot davanti a Berlusconi e a Fede».




«Io e Ambra ci siamo messe in un angolo, sperando di non attirare l’attenzione», ha continuato. «Le altre ragazze erano quasi nude. Mi veniva da piangere e allora siamo andate da Emilio Fede e gli abbiamo chiesto di andare via». Il direttore del telegiornale di Rete 4 si è molto arrabbiato «e ci ha minacciate: “Scordatevi di fare le meteorine e anche Miss Italia”». E infatti Chiara non è più stata chiamata e ora fa la cassiera in un supermercato del suo paese: «Finalmente sono serena, però». A giugno Chiara e Ambra hanno ottenuto il via libera dal gup Grazia Domanico per costituirsiparte civile. Le due ragazze hanno chiesto di essere risarcite per «la profonda ed enorme sofferenza subita per essere state considerate dagli imputati al pari di meretrici, e indotte a tale attività facendole partecipare alla serata del 22 agosto 2010», ad Arcore, nonché «lamentano anche un danno patrimoniale dovuto alla perdita di chance lavorative, causate dall'essere state considerate prostitute»..


domenica 9 ottobre 2011

Presentazione 21° Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes

 21° Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes


Caritas Italiana, Fondazione Migrantes, Caritas Roma

invitano alla presentazione

Dossier Statistico Immigrazione

Caritas/Migrantes

Roma - giovedì 27 ottobre 2011 - ore 10,30

Teatro Orione

Via Tortona, 7 (Piazza Re di Roma)
Rapporto realizzato in collaborazione con
organizzazioni internazionali, strutture pubbliche e mondo sociale
Presentazioni in contemporanea nelle Regioni italiane

Il Dossier verrà distribuito ai partecipanti fino ad esaurimento copie.

 

Per i giornalisti sarà predisposta apposita documentazione

 

 



venerdì 5 agosto 2011

"The man who screwed an entire country"

Come dicevo nel post precedente "inizierei recuperando un po' di credibilità e reputazione a livello internazionale, che in questi 10 anni di Berlusconismo è arrivata sotto zero" ... E la copertina dell' Economist, che torna a parlare di Silvio Berlusconi e del nostro paese, è solo l' ennesima conferma ... la copertina ritrae il premier Berlusconi sorridente, e sopra il titolo "The man who screwed and entire country" ... che tradotto significa "l'uomo che ha fregato un intero paese".


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Foto Corriere.it
http://www.economist.com/node/18805327

martedì 2 agosto 2011

Soccorso barcone di immigrati Nella stiva 25 morti soffocati

Soccorso barcone di immigrati Nella stiva 25 morti soffocati

Dopo poche ore di viaggio, i gas provocati dal motore dell'imbarcazione avrebbero reso l'aria irrespirabile


LAMPEDUSA - Sono 25 sacchi di tela plastificata, color verde bluastro, disposti uno accanto all'altro sul molo Favaloro di Lampedusa il simbolo dell'ultima tragedia della disperazione del canale di Sicilia. In ogni sacco c'è il cadavere di un africano. Sono tutti giovani partiti dalla Libia - secondo le prime indicazioni - tre giorni fa, stipati sotto il ponte in un luogo angusto (il cui unico accesso è un boccaporto di 55 centimetri) che è anche sala macchine, e morti per la mancanza di aria e per i fumi che si sprigionavano dal vecchio motore. Secondo i primi rilievi medici i migranti sarebbero morti da circa 48 ore. I cadaveri infatti mostrano i primi segni della decomposizione, accelerata dalle condizioni in cui si trovavano i corpi. Da una prima ricostruzione, effettuata ascoltando alcune dichiarazioni di altri africani, sembrerebbe che le vittime siano state le prime persone a salire sull'imbarcazione lunga 15 metri prendendo posto nella parte inferiore. Subito dopo, sono saliti sul barcone gli altri migranti. L'ultimo soccorso a un barcone diretto a Lampedusa dal Nord Africa si era verificato il 17 luglio: su un natante si trovavano 231 persone tra cui nove bambini. Nell'aprile scorso in un naufragio a 39 miglia a Sud dell'isola pelagica morirono oltre 250 migranti.



SOFFOCATI DAI GAS DEL MOTORE - Dopo poche ore di viaggio i gas provocati dal motore della vecchia imbarcazione avrebbero reso l'aria irrespirabile nella stiva della barca. Le persone intrappolate nel piccolissimo spazio avrebbero tentato di uscire dalla botola ma la fuga è stata resa impossibile anche dal fatto che nella parte superiore dell'imbarcazione si trovavano gli altri migranti. Il viaggio, sempre secondo le prime indicazioni, sarebbe durato oltre tre giorni e i cadaveri sono stati ritrovati in stato di parziale decomposizione dai vigili del fuoco di Lampedusa che li hanno recuperati. «Sei dei 25 migranti morti verranno seppelliti nel nostro cimitero». Lo annuncia il sindaco dell'isola De Rubeis. «Gli altri cadaveri», aggiunge, «saranno portati a Porto Empedocle e trasferiti dove ci sono posti liberi. Per il trasporto verrà usata la nave traghetto Moby».

LA PROCURA DI AGRIGENTO APRE INCHIESTA - Intanto la procura di Agrigento ha aperto un fascicolo d'inchiesta. L'indagine, a carico di ignoti, ipotizza i reati di morte come conseguenza di altro reato e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. «Faremo eseguire l'autopsia sui cadaveri », ha detto il procuratore di Agrigento Renato Di Natale, «per ricostruire precisamente le cause della morte anche se, dai primi accertamenti, pare che il decesso sia causato da asfissia. La polizia interrogherà gli altri migranti per cercare di capire cosa sia avvenuto sul barcone che è sotto sequestro». I magistrati spiegano che la morte delle persone sul barcone potrebbe essere avvenuta in acque internazionali. I cadaveri per ora sono stati sistemati nelle bare che erano state acquistate da «Lampedusa accoglienza», la coop che si occupa della gestione del Cie dell'isola, in occasione di un altro naufragio. Le salme, dopo l'autorizzazione della procura, dovrebbero essere trasportate a Porto Empedocle dove dovrebbe svolgersi l'autopsia.

L'ALLARME - Prima una telefonata di allarme per un barcone nel canale di Sicilia. Poi la conferma dopo l'avvistamento da parte di un elicottero della Guardia di Finanza del natante a 70 miglia a Sud di Lampedusa in acque libiche e quindi l'invio dall'isola di tre motovedette: una della gdf e due della guardia costiera. Così dopo l'allarme è cominciato il soccorso dello scafo con 271 migranti a bordo e 25 trovati cadaveri. «Ieri sera una nostra motovedetta ha intercettato a 35 miglia da Lampedusa un barcone con circa 300 migranti. Tirava un forte vento di maestrale e il mare era forza quattro», spiega il comandante della Capitaneria di Porto di Lampedusa Antonio Morana, «Dal porto dell'isola sono partite due motovedette: una nostra e una della Finanza. La barca con i migranti intanto ha continuato a navigare scortata». «A un miglio dal porto», ha spiegato, «ha avuto un'avaria e quattro nostri uomini a quel punto sono saliti a bordo e hanno scoperto i 25 cadaveri nella stiva. I superstiti sono stati trasferiti sulle motovedette e condotti a terra. La barca è stata ormeggiata nel porto di Favaloro e i cadaveri sono stati portati a terra». Intanto proprio al molo Favaloro è approdata un'imbarcazione con 53 migranti, che dicono di essere tunisini. Il natante era stato avvistato dalla Guardia di Finanza poco prima che giungesse in porto.

NESSUN RISCHIO SANITARIO A LAMPEDUSA - I ministri dell'Interno Roberto Maroni e della Salute Ferruccio Fazio stanno seguendo attentamente le operazioni connesse allo sbarco dei migranti. Le operazioni, sottolinea il Viminale, vengono costantemente affrontate dalle strutture sanitarie provinciali che operano sull'isola, in continuo contatto con la Protezione Civile Nazionale e la Prefettura di Agrigento. Il ministero della Salute ha inoltre inviato a Lampedusa specialisti sanitari di supporto alle strutture locali che «hanno escluso la possibilità di rischi per la salute della popolazione e dei migranti». È quanto affermato dal sottosegretario all'Interno Sonia Viale.

01 agosto 2011
news

giovedì 28 luglio 2011

Secondo Incontro Scuole Popolari

Ogg: Secondo Incontro Scuole Popolari

Cari amici,
siete invitati al secondo incontro delle scuole popolari pontine.
 Se potete e volete, portate con voi materiali didattici per illustrare le vostre attività di insegnamento e metodologia in una o più delle quattro competenze:
 * lettura
* scrittura
* comprensione
* produzione orale
 L' incontro sarà comunque aperto a tematiche e problematiche che vorrete proporre o che emergeranno spontaneamente.
 Ci vediamo dunque Sabato 30 Luglio, alle 11, nella nostra sede di Latina Scalo in via del Pioppeto.
 Girate questa mail (o chiamate) per favore tutti i vostri contatti potenzialmente interessati (ad es. Eleonora avvisi tu Charlie?),
anche se dovessero riceverla più volte: ripetita juvant :-)
 A Sabato, vi aspettiamo!
 Luca e Francesca
Casa dei Diritti Sociali LTScalo

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giovedì 19 maggio 2011

“MEDIATORE INTERCULTURALE”

“MEDIATORE INTERCULTURALE”



Il corso di qualifica ha la durata di 500 ore di cui 200 di tirocinio.

Il tirocinio viene svolto all’interno delle strutture di competenza, pubbliche (municipi, scuole, uffici del lavoro, ospedali,carceri,pubblica sicurezza…), e organizzazioni del privato sociale (associazioni, cooperative…) dove è previsto l’intervento del mediatore interculturale.

Il “Mediatore Interculturale” è una figura professionale indispensabile nel mondo multietnico nel quale viviamo.
Il mediatore interculturale è una figura che facilita i processi di integrazione e di scambio interculturale, al fine di ridurre stereotipi e pregiudizi e favorisce forme di contatto tra culture nel rispetto delle diverse identità. Si occupa di mediazione, informazione e comunicazione in ambito scolastico, sanitario, sociale ed aziendale.

Svolge attività di mediazione tra cittadini immigrati e la società locale, opera nei servizi socio-sanitari,nelle agenzie dell’istruzione, nel sistema giudiziario/penitenziario, nei servizi di pubblica sicurezza, nei servizi per il lavoro, promuovendo, sostenendo e accompagnando entrambe le parti:

 Nella rimozione delle barriere culturali e linguistiche;

 Nella promozione sul territorio della cultura di accoglienza e dell’integrazione socio-economica;

 Nella conoscenza e nella pratica dei diritti e dei doveri vigenti in Italia, in particolare nell’accesso e nella fruizione dei servizi pubblici e privati.

Il Mediatore Interculturale collabora con organismi ed istituzioni, pubblici e privati, nel processo di adeguamento delle prestazioni offerte all’utenza immigrata ed opera in tutte le situazioni di difficoltà comunicative e/o di comprensione tra persone di culture diverse, al fine di dissipare i malintesi o i potenziali conflitti dovuti ad un diverso sistema di codici e valori culturali.

Il Mediatore Interculturale è solitamente un immigrato o comunque una persona che, per esperienza di migrazione o di prolungata residenza all’estero conosce i codici linguistici e culturali della popolazione migrante di riferimento.

DIDATTICA
La metodologia didattica è articolata in lezioni frontali, esercitazioni pratiche e dinamiche di gruppo.

Le ore teoriche sono svolte attraverso i seguenti moduli:

 Intermediazione linguistico-culturale

 Analisi dei bisogni e risorse del beneficiario della mediazione

 Analisi dei bisogni e risorse del beneficiario della mediazione

 Mediazione culturale

 Applicazione del D.Lgs.81/08 ex 626/94

 Normativa sulla privacy – Dlgs 196/2003

INFO: TEL/FAX 0771900413 - 3203724066

Fondi (LT) 04022 – Via Cellini n. 3 - www.ecostudiromaelazio.it



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