sabato 25 ottobre 2008

STOP RAZZISMO......PD

Caro Dott Okpara,
E' una idea grandiosa manifestare contro il razzismo sempre ed invito tutti a partecipare, ma mi tolga una curiosità; perché le persone (immigrati) 'che contano a Roma'...... hanno disertato la manifestazione del 4 Ottobre?
Forse perché non c'errano bandirei dei partiti politici (destra o sinistra) per 'ruffinare dietro'?
Fratello abbiamo ancora tanto da camminare per essere liberi di a da tutti.
Ci vediamo oggi a Roma inshallah.
Charles

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--- On Fri, 10/24/08, CHRISTIAN OKPARA <christianokpara@ hotmail.com> wrote:
From: CHRISTIAN OKPARA <christianokpara@ hotmail.com>


MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEL PD "SALVA L'ITALIA"

SABATO 25 OTTOBRE

L'appuntamento è per sabato 25 ottobre, ore 13.45,

a Piazza della Repubblica,

davanti alla Chiesa di S. Maria degli Angeli,

dietro allo striscione "NO AL RAZZISMO"

Passaparola!

In allegato trovi il testo dell'appello nazionale del PD "No al razzismo".

Aderisci scrivendo a uguaglianze@ partitodemocrati co.it e diffondilo.



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venerdì 24 ottobre 2008

Altro articolo su atto razzista piccolo piccolo

GENOVA. Un ragazzo albanese di 19 anni, Steve Melkize, è ricoverato in fin di vita all'ospedale San Martino di Genova a seguito di un’aggressione subita a Cogoleto (riviera di ponente) da un suo coetaneo italiano.

Alla base della violenta aggressione da parte di un pregiudicato genovese ci sarebbero essere motivi razziali. Infatti, anche durante il pestaggio, avvenuto a colpi di manganello, il venticinquenne avrebbe più volte pronunciato: "Sporco albanese". L’aggressore è stato prontamente arrestato dai carabinieri. Per lui il capo d’accusa è di tentato omicidio volontario. La cosa più inquietante della vicenda è che il reato era stato preannunciato tanto che il giovane albanese, da 15 anni in Italia, aveva già denunciato l'aggressore per minacce razziste e di morte

giovedì 23 ottobre 2008

FLUSSI....Altri quattromila permessi in arrivo


FLUSSI IMMIGRATI - IL GOVERNO INTENDE EMANARE UN NUOVO DECRETO FLUSSI ATTINGENDO ALLE DOMANDE PRESENTATE NEL DICEMBRE DEL 2007

Altri quattromila permessi in arrivo

Claudio Baccarin
Non ci sarà «click-day»
Già 25 mila gli stranieri residenti in città
Potrebbe arrivare a cavallo del ponte di Ognissanti il nuovo decreto flussi del governo Berlusconi. La notizia è stata anticipata al Messaggero dal prefetto Mario Morcone, che guida il dipartimento Immigrazione del Viminale. E' intenzione dell'esecutivo dare il via libera ad altri 170 mila stranieri, che si aggiungerebbero ai 170 mila che già hanno avuto il disco verde dal governo Prodi. Stavolta, però, non ci saranno nuove domande e click-day. Si attingerà direttamente alle richieste di assunzione di stranieri che sono state presentate tra il dicembre 2007 e il maggio 2008: il numero si aggira, complessivamente, sulle 740 mila unità. Ma all'inizio di settembre le istanze esaminate risultavano solo 130.882, delle quali appena 76.869 accolte.
Nel Padovano le pratiche presentate ammontano a 15.334 (per due terzi da persone che già vivono in Italia); gli ingressi già concessi risultano poco più del 20%, ovvero 3100, di cui 1200 rilasciati a badanti. Adesso, in pratica, si procederà allo scorrimento della graduatoria, pescando tra le istanze non evase. Se i numeri verranno confermati, i nuovi nullaosta potrebbero essere all'incirca 4000. Una cifra che, suppergiù, corrisponde al numero degli stranieri non comunitari (3.692) - come puntualizza Claudio Sarcona, dirigente del settore Lavoro della Provincia - che risultano iscritti come disoccupati alle liste di collocamento: si tratta del 22% del totale dei disoccupati.
Il decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 30 ottobre 2007 stabilisce che «per l'anno 2007 sono ammessi in Italia, per motivi di lavoro subordinato non stagionale e di lavoro autonomo, i cittadini stranieri non comunitari entro una quota massima di 170 mila unità. Ammontano a 47.100 gli ingressi riservati a cittadini di Paesi che hanno sottoscritto accordi di cooperazione: 4.500 albanesi, 1.000 algerini, 3,000 bengalesi, 8.000 egiziani, 5.000 egiziani, 5.000 filippini, 1.000 ghanesi, 4.500 marocchini, 6.500 moldavi, 1.500 nigeriani, 1.000 pakistani, 1.000 senegalesi, 100 somali, 3.500 cingalesi, 4.000 tunisini e 2.500 cittadini di altri Paesi. Per quanto riguarda le tipologie lavorative, sono previsti 65.000 ingressi per motivi di lavoro domestico o di assistenza alla persona; 14.200 ingressi per il settore edile; 1.000 ingressi per dirigenti; 500 ingressi per conducenti; 200 ingressi per la pesca marittima: 30.000 interessi per i restanti settori produttivi.
I dati (resi noti dal ministero dell'Interno) delle pratiche presentate al 7 febbraio 2008 collocavano la provincia di Padova (14.679 istanze) al 14º posto per numero di domande: in testa Milano (76.092) davanti a Roma (45.652), Brescia (43.333), Napoli (23.993), Bergamo (22.569), Torino (22.020), Bologna (21.453), Verona (20.228), Modena (19.227), Vicenza (17.394), Treviso (15.873), Firenze (15.077) e Venezia (14.901
).
(22 ottobre 2008)
http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Altri-quattromila-permessi-in-arrivo/2045762/6

mercoledì 22 ottobre 2008

vietato l'ingresso ai negri


A Padova in via Buonarroti
«Vietato l'ingresso ai negri»
Provocazione al bar «Alle 3 Botti», interviene la Digos
Per riaprire dopo lo stop di un mese imposto dal questore Luigi Savina hanno scelto l’«alto» profilo. Al bar Alle 3 Botti di via Buonarroti, il quarto (botto) è una provocazione che sconfina nel reato: «Vietato l’ingresso ai negri. Irregolari e pregiudicati». A scrivere sulla lavagna bianca - poi esposta davanti al locale - è la figlia della titolare Vincenza D’Andrizza. In rosso c’è scritto: «Questo è quello che la legge vuole. Ex art. 100 (citando il testo unico di pubblica sicurezza). A fianco di Vincenza D’Andrizza la madre Lucia De Florio che scrolla le spalle. «Lo so che questo non va bene - risponde la signora De Florio - ma ci hanno detto di cambiare clientela. L’ultima volta che mi hanno chiuso il bar hanno trovato all’interno alcuni ragazzi clandestini. Ma io non posso chiedere loro i documenti per sapere se sono in regola o meno. E non posso nemmeno sapere se sono pregiudicati. Per cui è meglio che gli extracomunitari non entrino più. Così almeno non rischio. Se mi chiudono per la terza volta mi revocano la licenza. Io ci ho messo i soldi in questa attività. Ho investito per il futuro e per i miei figli».Sono da poco passate le 17. Il bar Alle 3 Botti è a un tiro di schioppo dall’incrocio con via Malta e via Toti. Lì ci sono i bazar nigeriani. Molti africani sono clienti del bar. Qualcuno guarda la lavagna e si ferma. Altri si indignano. Come Enby, in Italia dal 1993. «Non capisco il motivo di esporre un cartello del genere - questiona proprio di fronte all’esercizio pubblico - Io qui ci venivo qualche volta. Era l’unico bar che potevo frequentare tranquillamente. Perché in altri bar della zona, quando entri ti guardano come fossi un animale. Sì, scrivilo per favore. E’ la parola giusta. Un animale. Ti guardano come un animale». Vincent, invece, titolare di uno dei bazar di via Malta coglie la provocazione. Stringe la mano a Vincenza D’Andrizza, poi piazza la stoccata. «Padova non vuole gli stranieri - aggiunge - Padova è una città razzista. Io ho vissuto anche in altre città italiane. Nessuna è come Padova. Qui il clima è pesante. I padovani pensano che il degrado sia una colpa degli africani».

Il bar Alle 3 Botti ha aperto i battenti il 19 aprile 2007 in via Buonarroti, in uno spazio al piano terra che era chiuso da tempo. A pochi metri c’è il nuovo centro dei servizi delle Acli. Il bar è il classico locale pubblico di periferia. Si mangia e si beve a buon mercato. Nell’ultimo anno molti africani sono diventati affezionati clienti. E i primi guai per la titolare sono iniziati la primavera scorsa quando alcuni residenti hanno inviato esposti in Comune e in questura segnalando gli schiamazzi notturni. Sono iniziati i controlli e le sanzioni. I primi di giugno il primo stop di 15 giorni. Con conseguente protesta anche da parte dagli avventori africani. A metà settembre il secondo provvedimento di chiusura: stavolta di un mese. Ieri la riapertura. «Qui torneremo indietro nel tempo - aggiunge la signora De Florio - e si faranno bar per bianchi e bar per neri. Perché chi ha il bar per bianchi avrà paura di dover chiudere se serve senza saperlo a persone clandestine. Tutto questo è incredibile. Compreso che io devo chiudere alle 19,30 e per sei mesi non potrò vendere alcolici. Domani andrò in Comune con la licenza. Zanonato deve sapere che ciò che mi è stato imposto non è giusto».Davanti al bar si è ormai radunato un piccolo capannello di persone. E arriva anche la polizia. Prima gli agenti motorizzati in divisa. Poi la Digos. Che ordina alla titolare di togliere il cartello. La lavagna viene spostata dentro il negozio, ma probabilmente scatteranno comunque le denunce. Intanto Max Gallob - arrivato poco prima della polizia - se la ride sotto barba e baffi. Era al corrente della provocazione, ma sottolinea di non entrarci per nulla. «Questo è il frutto delle folli politiche securitarie - sottolinea il leader del Centro Pedro - C’è chi fomenta le paure per poi dare false risposte. Centrosinistra e centrodestra, non importa: sono uguali. Purtroppo l’intolleranza ha raggiunto livelli incredibili. E le istituzioni hanno delle responsabilità per tutto questo. Dopo di che quello a cui stiamo assistendo è una provocazione incredibile». (ha collaborato Felice Paduano)
(21 ottobre 2008)

martedì 21 ottobre 2008

Violenza

Queste sono le dimensioni di un articolo che parla di un tentato omicidio
L'episodio durante la fiera del rosario
Canicattì: 5 giovani aggrediscono romeno di 19 anni e lo riducono in fin di vita
Ignote le motivazioni del gesto criminoso. Colpito a calci e pugni, ora è in prognosi riservata
CANICATTI' (AGRIGENTO) - Aggredito e ridotto in fin di via un romeno di 19 anni. L'episodio si è verificato in via Carlo Alberto, a Canicattì. Viorel Ionita è stato avvicinato da cinque giovani, tutti italiani, mentre si stava tenendo la fiera del Rosario, alla periferia della città agrigentina, ed è stato colpito con pugni e calci. Soccorso, è trasferito all'ospedale Barone Lombardo. I medici si sono riservati la prognosi. Sull'episodio indaga la polizia che sta cercando di individuare gli autori dell'aggressione. Le condizioni del romeno vengono considerate estremamente gravi.
21 ottobre 2008
Corriere della Sera on line

Se fossero stati 5 rumeni ad attaccare un italiano, quali dimensioni avrebbe avuto?

domenica 19 ottobre 2008

Cure mediche non possibili per gli irregolari

ROMA - Medici delatori per la polizia. Immigrati irregolari privi di cure mediche gratuite. Monta la protesta contro un emendamento al ddl sicurezza presentato dalla Lega Nord. "Salta il diritto alla salute per gli stranieri", denunciano Medici senza Frontiere, Asgi e Società italiana di medicina delle migrazioni. Su altro fronte il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, accusa: "Le classi differenziate per bambini italiani e stranieri rischiano di far nascere delle banlieu". Ma il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, è di ben altra opinione: "L'Italia è uno dei Paesi che integrano di più". Poi, rivolto alla Libia: "Spero che il governo libico, oltre a pensare a Unicredit, nei prossimi mesi si convinca ad attuare gli accordi sul controllo dell'immigrazione già sottoscritti". Al centro delle polemiche è un emendamento presentato dal Carroccio in Senato, che mira a modificare l'articolo 35 del Testo unico sull'immigrazione. In particolare si vuole cancellare il comma 5, in base al quale "l'accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all'autorità". Quale è la logica di questa norma? "Non solo quella di curare l'immigrato irregolare - spiega Salvatore Geraci, presidente della Società italiana di medicina delle migrazioni - ma di tutelare la collettività: il rischio di denuncia contestuale alla prestazione sanitaria spingerebbe infatti a una clandestinità sanitaria pericolosa per l'individuo, ma anche per la popolazione italiana in caso di malattie trasmissibili". Insomma, si rischia di trasformare i medici in delatori.


Non è tutto. L'emendamento leghista mira anche a eliminare la gratuita delle cure per gli stranieri. Critica l'Asgi (Associazione studi giuridici sull'immigrazione): "La previsione di sopprimere la gratuità della prestazione urgente o essenziale erogata agli stranieri non iscritti al servizio sanitario nazionale e privi di risorse economiche sufficienti, cozza con l'articolo 32 della Costituzione, che tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo, garantendo cure gratuite agli indigenti". Sul piede di guerra anche Medici senza Frontiere, che dal 2003 a oggi ha attivato in Italia 35 ambulatori per stranieri privi di permesso di soggiorno, visitando 18mila pazienti. "Con questo emendamento leghista - denuncia Antonio Virgilio, capo missione dei progetti italiani di Msf - si mette in seria discussione uno dei diritti fondamentali dell'uomo, quello alla salute". Sul fronte immigrazione si registra poi lo scontro tra Maroni e Chiamparino, intervenuti ieri a Saint Vincent, al convegno di studi della Fondazione Donat-Cattin. A dare fuoco alle polveri è il sindaco di Torino: "Il provvedimento del governo che prevede classi differenziate per bambini italiani e stranieri rischia di essere la base per un fenomeno banlieue". Il ministro Roberto Maroni replica: "L'Italia è tra i primi Paesi europei per la qualità dell'integrazione. Siamo al settimo posto su 25 paesi dell'Unione e se si considerano i cinque Paesi con il più alto tasso di immigrazione (Italia, Regno Unito, Spagna, Germania, Francia), il nostro è al primo posto". Poi aggiunge: "L'Italia dà asilo politico a oltre 8 mila persone all'anno". E infine: "Per risolvere il problema dell'immigrazione dalla Libia c'è un modo, occorre che il governo libico attui un accordo che già c'è".
(19 ottobre 2008)

Afrocittà: Du coq à l’âne

Afrocittà: Du coq à l’âne

Le notizie in Italia

I NUOVI ITALIANI di Corrado Giustiniani
Se lo zingaro è innocente, allora non c'è notizia
pubblicato il 16-10-2008 alle 20:40
Il 20 maggio scorso, a Catania, una coppia rom è stata arrestata vicino a un supermercato, con l'accusa di tentato rapimento di una bimba di tre anni. Dopo quattro mesi di galera, (sì, quattro mesi di galera, quanto è durato il processo per direttissima) i giudici li hanno prosciolti. Era tutto falso. Ma giornali e tv hanno snobbato la notizia, mentre avevano dato con grande enfasi quella del tentato rapimento. Non è una novità: anche quando un ubriaco al volante uccide un passante, il colonnaggio del titolo, o addirittura l'esistenza stessa dell'articolo, dipendono dalla nazionalità dell'omicida: ce ne siamo già occupati.Ho deciso quindi di ripubblicare il bell'articolo di Filippo Facci, apparso ieri sulla prima pagina de “Il Giornale" (che un omonimo lettore ci ha rispedito), sia perché è l'unico che abbia riccostruito il caso, sia perché non è così frequente leggere pezzi così spiccatamente anti-razzisti sul quotidiano milanese. Ma sarebbe bene richiamare alla mente altri recentissimi esempi, se non di amnesia, quanto meno di sottovalutazione della notizia: ricordate il pacchetto sicurezza che prevedeva l'arresto per i clandestini, e l'espulsione dei comunitari senza fissa dimora (leggi i rom)? Marcia indietro, niente carcere, l'Unione europea non vuole, ci sarà solo una multa. E niente espulsioni dei comunitari. Su queste due misure tutti avevano fatto grandi titoli di apertura. Ieri Maroni ne ha malinconicamente annunciato il declino: ma non c'è un quotidiano che oggi vi abbia dato rilievo di prima pagina. Così, cadrà piano piano nel dimenticatoio anche l'inattuabile mozione sulle “classi ponte” riservate solo ai bambini immigrati. Se arrivano quattro nuovi alunni stranieri nella scuola di un paese, che non masticano l'italiano, che facciamo: una classe soltanto per loro? Con quali soldi, con quali insegnanti? Il bisogno di sostegno c'è, e forte, ma non è certo questa la soluzione.Ecco dunque l'articolo di Filippo Facci, dalla prima pagina del “Giornale” di ieri, 15 ottobre. Titolo: Il razzismo c'è. Sulla carta

lunedì 13 ottobre 2008

Autobus per bianchi

La missione punitiva è avvenuta venerdì a Varese
Marocchina 16enne picchiata da gruppo: «Si è seduta su bus in posto di italiani»
Secondo gli investigatori si tratta di un episodio di bullismo tra adolescenti e non di razzismo
VARESE - Il nome di Rosa Parks vi dice qualcosa? In Italia forse no, ma negli Stati Uniti tutti sanno chi era. Il 1° dicembre 1955 l'afro-americana Rosa Parks si rifiutò di alzarsi da un posto «riservato ai bianchi» su un autobus di Montgomery (Alabama). Fu la scintilla che diede il via alle manifestazioni antirazziste guidate da Martin Luther King. Ebbene, un episodio simile è avvenuto venerdì scorso (ma si è saputo solo domenica) a Varese, anche se per gli investigatori non ha una connotazione razzista.
POSTO NON SUO - Una ragazza marocchina di 16 anni è stata picchiata in un raid da alcuni suoi coetanei, almeno sette. Il gruppo voleva «punirla» in quanto giovedì si era seduta su un autobus in un posto «non suo in quanto non italiana». L'episodio è stata denunciato dal padre della ragazza ai carabinieri, i quali hanno denunciato a piede libero con l'accusa di lesioni una delle presunte ragazze del gruppo, una 15enne che vive nel Varesotto. Al momento non vi è contestazione di aggravanti come le finalità di discriminazione razziale, perché in ambiente investigativo si tende a ritenere la violenza un episodio di bullismo fra adolescenti. La vittima, aggredita vicino alla stazione ferroviaria di Varese, è stata soccorsa dai volontari dei City Angels che operano nella zona ed è quindi stata portata al pronto soccorso per diverse contusioni. Il gruppo l'ha circondata per strada e pare che a picchiarla più pesantemente sia stata proprio una delle ragazze.
12 ottobre 2008
NO COMMENT

venerdì 10 ottobre 2008

LA LEGA E AFRICA

Iniziativa "pro Africa"
Mostra in piazza La Lega contesta

Pordenone

«Una pagliacciata alla quale si è prestato anche il Comune di Pordenone». Non usa mezzi termini il capogruppo in Regione della Lega Nord, Danilo Narduzzi, per definire la mostra sull'Africa che da domani sino a domenica sarà allestita in piazzetta Calderari. Una mostra itinerante portata in città dalla Caritas con l'aiuto di molte altre Associazioni, dal titolo "Persone". Ma soprattutto una iniziativa d'impatto visto che per tre giorni in piazza saranno collocate una settantina di sagome umane che rappresentano i "nostri vicini di casa" impegnanti nelle varie professioni. Resta il fatto che la Lega ha deciso di alzare il tiro. «Chiederemo - attacca Narduzzi - chi ha pagato per una mostra che non ha senso. Non capiamo perchè il Comune di Pordenone anzichè aderire a simili cose non spenda i soldi per sistemare le aree cittadine in cui il disagio, per la presenza di stranieri, è evidente e più volte sottolineato dagli stessi residenti». Ma le Lega se la prende anche conalcune associazioni. «Valuteremo attentamente come spendo i soldi che chiedono a Comuni, Provincia e Regione. Mi chiedo - va avanti il capogruppo - se questa mostra non nasca dalla volontà di provocare piuttosto che integrare». Ma il Carroccio ha anche intenzione di attrezzarsi per una sorta di contro manifestazione. «Ne parlerò nel direttivo provinciale - spiega il capogruppo - e valuteremo una serie di iniziative. L'idea è quella di organizzare in concomitanza con la mostra un presidio in piazza Calderari dove distribuiremo materiale sulla presenza di stranieri e clandestini. Non è da escludere che possa anche essere realizzato un grande manifesto con le foto delle vittime, donne stuprate e malmenate, anziani rapinati e trucidati come la coppia di Gorgo al Monticano, dalla violenza di alcuni stranieri». C'è da aggiungere che la mostra itinerante oltre alla Caritas è stata resa possibile dal Comune capoluogo che ha patrocinato l'evento cedendo gratuitamente l'occupazione del suolo pubblico, ma anche dalla stessa Regione, ora amministrata dal centrodestra.

Loris Del Frate

http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Pordenone&Codice=3934528&Data=2008-10-9&Pagina=1



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