mercoledì 10 settembre 2008

Asylum seekers protesting in Rome




Oggi 10/09/2008 richiedenti di asilo politico provenienti soprattutto dall'Etiopia, Somalia e dalla Nigeria protestano contro la lunghezza della procedura per ottenere il permesso di soggiorno e di lavoro in Italia e contro le condizioni disumane dei "Centri di accoglienza" in cui vivono. Donne i gravidanza, bambini e uomini hanno marciato da Castelnuovo di Porto a Roma (Via Mazzini)per circa 49 km..
La televisione ha riportato la notizia puntando l'attenzione sul traffico bloccato sulle strade consolari romane .
Today 10/09/2008 Ethiopian, Somalian and Nigerian asylum seekers are protesting against the lenght of procedures to get a staying and work permit in Italy and against inhuman conditions of "Centri di accoglienza" where they live. Pregnant women, children and men marched from Castelnuovo di Porto (at the outskirts of Rome) to the center of Rome, for 49 km.
Media reported the episode striving at the fact that the protest was causing hold up on roman main roads.

domenica 7 settembre 2008

non accettare sms dagli sconosciuti

Minori

05.09.2008

'Dite ai vostri figli di non accettare sms dagli sconosciuti'

Dal 5 settembre due spot televisivi ed un messaggio radiofonico per sensibilizzare le famiglie alla prevenzione della pedofilia e della pedopornografia via cellulare. Milly Carlucci testimonial della campagna

Maurizio Masciopinto e Milly Carlucci presentano la campagna antipedofilia (cliccare per ingrandire)Con la presentazione alla stampa di due spot televisivi realizzati dalla Polizia delle comunicazioni in collaborazione con il Moige (Movimento italiano genitori), ha preso il via la campagna di comunicazione contro la pedofilia dallo slogan "Dite ai vostri figli di non accettare sms dagli sconosciuti".

L'iniziativa intende sensibilizzare l'opinione pubblica sulla prevenzione della pedopornografia che si diffonde attraverso i telefoni cellulari. Molti giovani e giovanissimi, infatti, vengono adescati attraverso gli sms ed invitati a scambiare materiale erotico e pornografico da sconosciuti, in cambio di ricariche telefoniche.
Testimonial del progetto, la popolare conduttrice Milly Carlucci che, in un video, ammonisce genitori e figli dalle insidie celate da messaggini indirizzati ai teenager. Un secondo spot invece associa in maniera più diretta lo slogan della campagna, preso in prestito dal vecchio ammonimento dato ai bambini di non accettare le caramelle dagli sconosciuti, con il telefono cellulare a forma di caramella ripreso mentre riceve un sms. È stato realizzato anche un messaggio audio con la voce di Milly Carlucci destinato alla messa in onda sulle emittenti radiofoniche.

Gli spot andranno in onda su Sky e sul circuito Telesia, la tv di metropolitane ed aeroporti, a partire rispettivamente dal 5 e dall'8 Settembre, mentre a seguire saranno previste pianificazioni su reti televisive nazionali e regionali, radio nazionali e quotidiani nazionali e regionali.

Nel corso della presentazione il direttore dell'Ufficio relazioni esterne della Polizia di Stato Maurizio Masciopinto ha evidenziato la necessità di non lasciare l'uso delle tecnologie ai nostri figli senza alcuna forma di vigilanza: "Non bisogna demonizzare la tecnologia ha affermato" ma l'uso corretto di strumenti come il telefonino da parte di bambini ed adolescenti va accompagnato ad un costante contatto con i propri figli".
Il direttore della Polizia delle comunicazioni, Domenico Vulpiani, ha ricordato come paradossalmente i telefonini così utili ai genitori per tenersi in contatto con i propri figli, rischino di rendere i ragazzi invece più lontani grazie alle diverse funzioni come realizzare foto e filmati, scambiare messaggi di posta elettronica e sms in assoluta autonomia.
Maria Rita Munizzi, presidente del Moige, ha posto l'accento sulla necessità di mettere in luce "un fenomeno ancora emergente" ma molto pericoloso proprio perché non ancora conosciuto soprattutto ai genitori che non conoscono i rischi di queste richieste.
Presente anche il deputato Barbara Mannucci, che ha assicurato la piena collaborazione del parlamento nell'appoggiare le iniziative di comunicazione sul fenomeno e Maria Pia Caruso, dell'Ufficio del Garante per le comunicazioni, che ha confermato l'appoggio alla campagna di informazione attraverso gli uffici territoriali del Garante.

http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/minori/0734_2008_09_05_spot_carlucci_antipedofilia.html

SEX IN TRAINITALIA

For those who do not speak Italian the summary of the story below is:

A 27 year old Nigerian lady resident in Italy was travelling in an EuroStar train without a valid ticket. The train controller a 53 years old Italian gave her the option of having sex with him for the ticket. Sex took place in one of the cabins and after the abuse the lady reported to her partner who was travelling in another wagon, The partner called 113 (the police) on his phone. At the bologna station the train controller was arrested by the police . he denied all the Nigerian lady accused her of ,however, Trainitalia Spa has suspended him for 60 day awaiting more investigations before other actions may be taken.

http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/inbreve/visualizza_new.html_759745637.html

CAPOTRENO PRETENDE SESSO DA DONNA SENZA BIGLIETTO
BOLOGNA - Un capotreno di 53 anni, di origine campana ma residente a Milano, è stato denunciato dalla Polfer per aver preteso una prestazione sessuale da una passeggera scoperta a viaggiare su un treno senza biglietto. L'uomo è stato sospeso in via cautelativa da Trenitalia. Il fatto è successo lo scorso 21 agosto. La donna, una ragazza nigeriana di 27 anni regolare in Italia, stava viaggiando sul convoglio 9417, un Eurostar Milano-Lecce, quando nella tarda mattinata - transitando nella zona di Reggio Emilia - è incappata nel controllo del biglietto. Il dipendente di Trenitalia, quando ha capito che la giovane non aveva il tagliando, ha spiegato alla donna che se voleva evitare le conseguenze del mancato pagamento del biglietto poteva appartarsi con lui per una prestazione sessuale. Prestazione effettivamente consumata poco dopo - sempre stando al racconto della donna - in un locale appartato in uno scomparto nella parte posteriore del convoglio.

Dopo aver subito l'abuso però la donna ha subito avvisato il compagno (che viaggiava sullo stesso treno, ma separato da lei) che a sua volta ha chiamato con il telefono cellulare il 113. A quel punto - il treno era già a ridosso della stazione ferroviaria di Bologna - sono intervenuti gli uomini della Polfer del capoluogo emiliano. I poliziotti hanno raccolto i racconti di entrambi.

Lui ha negato ogni addebito, lei invece ha fornito particolari precisi della vicenda. Alla fine la polizia ferroviaria ha denunciato l'uomo all'autorità giudiziaria per concussione sessuale. Sulla vicenda erano subito intervenute, il giorno dopo, le Ferrovie dello Stato, con una nota in cui spiegavano che il Gruppo, informato dell'episodio di "presunto tentativo di molestie sessuali" aveva "immediatamente avviato i necessari accertamenti per chiarire la dinamica dei fatti. Qualora fosse accertata la responsabilità del dipendente saranno adottati i provvedimenti disciplinari previsti". L'uomo è stato effettivamente sospeso in via cautelare per 60 giorni. In attesa che si completi l'accertamento dei fatti Trenitalia, alla luce degli elementi acquisiti, ha ritenuto opportuno applicare il provvedimento.


Ladies and gentlemen;

The story as told in the Italian dailies has a lot of omissions which anyone in the community or some of us working with the immigration and immigrants will easily notice. However, the investigations are for the police ,who are believed to be better prepared for the job.

I explain in brief just only two major dynamics in this sort of case (if we may call it a case).

1.First; some of the immigrant girls especially Nigerians, Rumanians, Ukraine and south American who are clandestine or not regular with immigration documents caught without a valid travelling ticket by the TRAIN ITALIA CONTROLLERS are often threatened and intimidated with handing them over to the police at the next stop if the they do not have sex in the train with the train operators and sometimes with their friends also. I have over heard at my desk or during colloquium some people who painfully accepted to 'play the game' instead of finding themselves in their countries just for an unpaid train ticket!!!!!

2.Second; there are many girls still from most of the countries I named above who deliberately travel without tickets because they have their TRAINITALIA men on board. These ladies are mostly prostitutes going or returning from 'work' (I dare not say it is not work or I might run the risk of loosing any election in the community even to a Russian), These train men give them the correct time they have to take the train and find them. I have also learnt of the train men organizing their friends to board the train for a 'discounted show' and in turn these girls also indicate as many people as they like that may not pay the train fare for that trip…............'flying (traveling) to her patronage'; I do not mean to blaspheme.

You can see it is a business or game some train operators and some hustlers (prostitutes) play.

My brother me I dey pay my ticket every time ooo.

Chukwubike Okey Charles

(Cultural Mediator)

sabato 6 settembre 2008

Toscani:la foto della prostituta nigeriana è una dato di fatto

http://parma.repubblica.it/dettaglio/Toscani:la-foto-della-prostituta-nigeriana-e-una-dato-di-fatto/1509470

Toscani:la foto della prostituta nigeriana è una dato di fatto
Il fotografo Oliviero Toscani ha seguito la vicenda e ritiene che la foto in sè abbia creato più scandalo rispetto a quanto la realtà sia in grado di proporre. Toscani ha partecipato a "Settembre italiano", mostrando la sua vita in una serie di foto che lo hanno reso così famoso
di Giulia De Filippo
Dopo aver fatto il giro del mondo, ecco che torna a far parlare di sé in Italia. La foto della prostituta nigeriana, rinchiusa nella cella di sicurezza della centrale dei vigili urbani di Parma e immortalata stesa a terra con le mani incrociate e il petto scosso dai singhiozzi, è stata seguita anche dal noto fotografo Oliviero Toscani. La foto, pubblicata dalla redazione di Repubblica Parma, ha mostrato come viene trattata un prostituta senza documenti. Una foto molto forte che, secondo molti, non sarebbe dovuta essere pubblicata. Non per Oliviero Toscani, che ha partecipato a "Settembre italiano", affascinando piazza Garibaldi con le sue storie e le sue foto.
Il caso della "foto dello scandalo" non è passata inosservata davanti ai suoi occhi e, infatti, in poche battute è riuscito a esprimere il suo punto di vista, sia dal lato umano, sia da quello professionale: "E' una foto drammatica. Riporta una scena che è realmente accaduta, è un dato di fatto. Solo che tutti si sono scandalizzati per la foto in sé, che inevitabilmente suscita delle reazioni, come tutte quelle di un certo tipo. Ma la cosa drammatica è che non è la realtà a provocare tali reazioni, ma un'immagine". Il problema delle prostitute esiste, lo sanno tutti. Ma non tutti sono disposti a confrontarsi con la realtà dei fatti.

Sul palco Toscani ha parlato di creatività, quella creatività che ormai è assente tra i giovani: "Esige uno stato di non controllo, di sovversione: se si è sicuri, non si è creativi. Il grande problema italiano sono le mamme: andrebbero eliminate al settimo mese di gravidanza, perché per tutte i loro figli, soprattutto i maschi, sono dei geni, dei creativi. In questo modo tendono a far conformare e a non essere se stessi".
Tante le campagne pubblicitarie: per riviste come "Elle" e "Vogue", per grandi firme della moda tra cui Benetton, Iceberg, Armani, Valentino. E tante le splendide modelle con cui ha lavorato: Monica Bellucci, Claudia Schiffer e anche sua moglie, ovvero la modella di quella famosa pubblicità dei jeans "Jesus", che mostrava il suo lato b accompagnato dallo slogan "Chi mi ama mi segua". Era il 1973 e Toscani faceva già grande rumore nel mondo della pubblicità. Sarà davvero un provocatore? "Provocare significa essere generosi con l'umanità. Renderla partecipe di esprimere il proprio dissenso e il proprio modo di pensare".

In programma c'è un progetto che lo porterà a girare tutta l'Italia e fotografare gli italiani: come si sono adeguati e conformati alle immagini della televisione, perdendo ogni individualità.
Verrà anche a Parma, dove, per adesso, ha lavorato al manifesto della mostra del Correggio, immortalando un dettaglio dell'affresco del Duomo: un angioletto con il quale vuole mostrare la gioia dei particolari. E, infatti, i particolari si notano, visto il nudo integrale del bambino.
Ma qual è un'immagine che possa rappresentare Oliviero Toscani? "Un autoritratto da morto. Non so in che modo potrei riuscirei a realizzarlo, ma per adesso mi viene in mente solo questa situazione".
(06 settembre 2008)





Pretende sesso da donna senza biglietto

La vittima e' una ragazza nigeriana di 27 anni, regolare in Italia
Pretende sesso da donna senza bigliettoDenunciato un capotreno di 53 anni
L'uomo avrebbe consumato il rapporto sul convoglio. Ora è stato sospeso in via cautelativa da Trenitalia
BOLOGNA - Pensava di farla franca un capotreno che ha preteso una prestazione sessuale da una passeggera scoperta a viaggiare su un treno senza biglietto. Invece il 53enne di origine campana, ma residente a Milano, è stato denunciato dalla Polfer è sospeso dal lavoro in via cautelativa da Trenitalia.
L'AMPLESSO - Il fatto è successo lo scorso 21 agosto. La donna, una ragazza nigeriana di 27 anni regolare in Italia, stava viaggiando sul convoglio 9417, un Eurostar Milano-Lecce, quando nella tarda mattinata - transitando nella zona di Reggio Emilia - è incappata nel controllo del biglietto. Il dipendente di Trenitalia, quando ha capito che la giovane non aveva il tagliando, ha spiegato alla donna che se voleva evitare le conseguenze del mancato pagamento del biglietto poteva appartarsi con lui per una prestazione sessuale. Prestazione effettivamente consumata poco dopo - sempre stando al racconto della donna - in un locale appartato in uno scomparto nella parte posteriore del convoglio.
LA DENUNCIA - Dopo aver subito l'abuso, però, la donna ha subito avvisato il compagno (che viaggiava sullo stesso treno, ma separato da lei) che a sua volta ha chiamato con il telefono cellulare il 113. A quel punto - il treno era già a ridosso della stazione ferroviaria di Bologna - sono intervenuti gli uomini della Polfer del capoluogo emiliano. I poliziotti hanno raccolto i racconti di entrambi. Lui ha negato ogni addebito, lei invece ha fornito particolari precisi della vicenda. Alla fine la polizia ferroviaria ha denunciato l'uomo all'autorità giudiziaria per concussione sessuale. Sulla vicenda erano subito intervenute, il giorno dopo, le Ferrovie dello Stato, con una nota in cui spiegavano che il Gruppo, informato dell'episodio di «presunto tentativo di molestie sessuali» aveva «immediatamente avviato i necessari accertamenti per chiarire la dinamica dei fatti. Qualora fosse accertata la responsabilità del dipendente saranno adottati i provvedimenti disciplinari previsti». L'uomo è stato effettivamente sospeso in via cautelare per 60 giorni. In attesa che si completi l'accertamento dei fatti Trenitalia, alla luce degli elementi acquisiti, ha ritenuto opportuno applicare il provvedimento.
05 settembre 2008

giovedì 4 settembre 2008

lampedusa clandestini

MOLTO SCONSIGLIIATO
A DANGEROUS AND DEADLY ADVENTURE

"Razzisti no, stanchi si

FOGGIA, giovedì 4 settembre 2008 - ORE 13.57
'Razzisti no, stanchi sì': lo striscione dei residenti di Borgo Mezzanone
Proseguono le indagini della Polizia per identificare gli autori della rissa.

"Razzisti no, stanchi si " è lo striscione che i residenti di Borgo Mezzanone hanno esposto questa mattina all'ingresso del villaggio. Oggi tutto tace, nessuno parla più della maxi rissa di ieri, tutti hanno già dimenticato quell'inferno di urla e botte, di bastoni e pugni. La vita è tornata alla normalità, la pigra quotidianità è tornata a scorrere lentamente. Calma apparente come ci sussurra timidamente un uomo. Qui la rassegnazione la fa da padrone - ci dice un altro - preoccupato anche per la sorte dei suoi tre figli. Anche i ragazzi del piccolo villaggio hanno paura. "Ogni sera ci incontriamo davanti alla chiesa - ci racconta Antonio - ma abbiamo terrore di stare lì perchè ogni volta arrivano extracomunitari ubriachi". A pochi passi dallo striscione c'è la scuola Don Milani. Lì tra i banchi, dove ogni mattina si accomodano 130 alunni, l'integrazione razziale sembra essere già stata raggiunta. "Sono 7 gli alunni stranieri che frequentano il nostro istituto - ci racconta un insegnante - perlopiù indiani e marocchini che sono nati in Italia, pertanto si sono naturalizzati e integrati perfettamente". Per evitare il ripetersi degli scontri di ieri, le forze dell'ordine corrono ai ripari. Si punta sulla pacifica convivenza, sull'omogeneità etnica. Gahnesi con Nigeriani, Etiopi con Somali. Ieri hanno lasciato il campo 107 tra somali ed eritrei perlopiù donne e bambini, diretti al centro di prima accoglienza di Bari-Palese. Ma se c'è chi parte c'è anche chi arriva. Un pullman con 53 ghanesi. I rinforzi del battaglione di Bari rimarranno solo fino a domani. Intanto proseguono serrate le indagini da parte degli agenti della squadra mobile di Foggia. Al momento già alcuni degli autori delle maxi-rissa sono stati identificati e presto saranno denunciati.


Tatiana Bellizzi
http://www.teleradioerre.it/news/articolo.asp?idart=38108

mercoledì 3 settembre 2008

LA MIA RISPOSTA PER ORA.............

LA MIA RISPOSTA PER IL COMMENTO FATTO DA UN 'ANONIMO' NEI BOLG IN NLINK SOTTO.

http://chukbyke.blogspot.com/2008/09/tornare-in-nigeria-no-me-piace-qui.html?showComment=1220371560000#comment-c1817614040077941266

http://extracomunitari.blogspot.com/2008/09/tornare-in-nigeria-no-me-piace-qui.html


L'Orda quando gli albanesi eravamo noi
Scarica l'immagine

288 pagine

Compra on line
Quando gli "albanesi" eravamo noi, ci linciavano perché rubavamo il lavoro o facevamo i crumiri, ci proibivano di mandare i figli alle scuole dei bianchi in Louisiana, ci consideravano "non visibilmente negri" nelle sentenze in Alabama. Quando gli "albanesi" eravamo noi, truffavamo mezza Europa raccogliendo soldi per riscattare inesistenti ostaggi dei saraceni, vendevamo i nostri bambini agli sfruttatori assassini delle vetrerie francesi e agli orchi girovaghi, gestivamo la tratta delle bianche riempiendo di donne nostre anche dodicenni i bordelli di tutto il mondo. Quando gli "albanesi" eravamo noi, espatriavamo clandestini a centinaia di migliaia oltre le Alpi e gli oceani, seminavamo il terrore anarchico ammazzando capi di stato e poveri passanti, dormivamo a turno in quattro nello stesso fetido letto ed eravamo così sporchi che a Basilea ci era interdetta la sala d'aspetto di terza classe. Quando gli "albanesi" eravamo noi, ci accusavano di essere tutti criminali, ci rinfacciavano di avere esportato la mafia e ci ricordavano che quasi la metà dei detenuti stranieri di New York era italiana. Quando gli "albanesi" eravamo noi, ci pesavano addosso secoli di fame, ignoranza, stereotipi infamanti. Quando gli "albanesi" eravamo noi, era solo ieri. Tanto che in Svizzera pochi anni fa tenevamo ancora trentamila figli nascosti che frequentavano scuole illegali perché ai papà non era consentito portarsi dietro la famiglia.

Nella ricostruzione di Gian Antonio Stella, ricca di fatti, personaggi, avventure, aneddoti, storie ignote, ridicole o sconvolgenti, c'è finalmente l'altra faccia della grande emigrazione italiana. Quella che meglio dovremmo conoscere proprio per capire, rispettare e amare ancora di più i nostri nonni, padri, madri e sorelle che partirono. Quella che abbiamo rimosso per ricordare solo gli "zii d'America" arricchiti e vincenti. Una scelta fatta per raccontare a noi stessi, in questi anni di confronto con le "orde" di immigrati in Italia e di montante xenofobia, che quando eravamo noi gli immigrati degli altri, eravamo "diversi". Eravamo più amati. Eravamo "migliori". Non è esattamente così.

martedì 2 settembre 2008

«Tornare in Nigeria? No, a me piace qui».

http://www.cronacaqui.it/news-tornare-in-nigeria-no-a-me-piace-qui-clandestina-assolta--_11711.html

La parrucchiera nata a Benin City resta a Torino. Ieri in aula cinque processi e altrettante assoluzioni

«Tornare in Nigeria? No, a me piace qui». Clandestina assolta

TORINO 02/09/2008 - L'imbianchino albanese e l'ambulante gabonese, la parrucchiera nigeriana e l'operaio marocchino, persino il rifugiato iracheno. Tutti clandestini, tutti quanti già raggiunti dall'ordine di lasciare il territorio nazionale. Un ordine ignorato con disarmante disinvoltura. Per questo motivo i cinque stranieri sono stati arrestati e poi processati. Ma per tutti è infine arrivata una sorprendente assoluzione. Assolti «perché il fatto non costituisce reato» e di nuovo liberi. Liberi di tornarsene a casa, liberi di ricominciare la vita di sempre. Una vita da clandestini.

L'imbianchino albanese
Si chiama Kleanthi Kongjani, è albanese e ha 28 anni. È irregolare in Italia, vive a Torino con il fratello e altri familiari. Fa l'imbianchino, lavora a Ivrea. Era stato fermato una prima volta a fine luglio, gli agenti gli avevano notificato l'ordine di lasciare il territorio italiano perché privo di un regolare permesso di soggiorno. Kleanthi Kongjani ignora l'ordine del Questore e continua la vita di sempre. Viene fermato una seconda volta a fine agosto, in questa occasione scatta l'arresto. Kongiani viene processato, ma il giudice Paolo Gallo accoglie le richieste della difesa e opta per la liberazione dell'imputato e l'assoluzione nel processo con rito abbreviato. Il motivo? L'imbianchino albanese è giovane, incensurato e ha un lavoro.

La parrucchiera nigeriana
Edith Oriri viene fermata per la prima volta nel gennaio di un anno fa. È priva di documenti, le viene ordinato di tornarsene in patria, in Nigeria. Ma lei resta in Italia. «Preferisco vivere qui, a me la Nigeria non piace», spiega ieri mattina al giudice Gallo. «Qui lavoro come parrucchiera, mi trovo bene. In Nigeria non saprei dove andare, lì è rimasta solo mia sorella». Edith viene fermata per la seconda volta alcuni giorni fa, viene arrestata e ieri mattina processata. E assolta «perché il fatto non costituisce reato».

L'ambulante gabonese
Habdull Fall non ha studiato, non sa leggere né scrivere. «Per questo motivo - spiega al giudice - non ho lasciato l'Italia. Non riuscivo infatti a capire cosa ci fosse scritto sul foglio che mi ha consegnato la polizia». Quel foglio gli intimava di lasciare al più presto il territorio nazionale. Habdull Fall, però, resta in Italia, a Torino. Dove continua a vendere le sue borse. Viene arrestato, processato. Assolto. Da oggi potrà tornare in strada a vendere i suoi prodotti.

L'operaio marocchino
Abdelrhafour Sellami ha 24 anni, vive a Torino con il padre e lo zio. «Lavoro, faccio l'operaio. E i soldi che guadagno devo spedirli in Marocco. Lì vive ancora mia madre, non ha un lavoro e io devo aiutarla». Abdelrhafour viene fermato una prima volta a giugno, quindi a fine agosto. «Non sono andato via dal vostro paese non solo perché devo mantenere mia madre, ma anche perché ho dovuto assistere per mesi mio padre malato». Assolto anche lui.

Il rifugiato iracheno
Mohmed Husseno è nato a Baghdad, città dalla quale è fuggito quando sono arrivati gli americani. «Non riuscivo a trovare lavoro, non riuscivo a mangiare. Lì c'è la guerra, è impossibile condurre una vita normale». Un ritornello ripetuto in aula anche dal difensore dell'imputato: «Su Baghdad piovono bombe quasi tutti i giorni, come può il mio cliente tornare a vivere in quell'inferno?». Accontentato. Mohmed Husseno viene scarcerato e assolto. Anche lui potrà ricominciare a vendere borse. Borse rigorosamente false.
Scritto da: Giovanni Falconieri - falconieri@cronacaqui.it

lunedì 1 settembre 2008

PROSTITUZIONE

«Bloccare le lucciole sui treni»

Evitare che le prostitute nigeriane salgano sul treno a Genova o che, perlomeno, smettano di scendere a Lavagna: lo chiede il sindaco della cittadina, Giuliano Vaccarezza - già firmatario dell'ordinanza con la quale i clienti delle "lucciole" vengono multati - in una lettera inviata al prefetto e al questore di Genova.

Secondo quanto scrive Vaccarezza, «un gruppo di prostitute nigeriane, che partono presumibilmente in treno da Genova, arriva a Lavagna verso le 22 e si distribuisce nelle strade attorno alla stazione»; le "lucciole", dice ancora il sindaco, restano meno di due ore, poi, «forse disturbate dalla massiccia presenza delle forze di polizia», riprendono il treno in direzione ponente.

La loro presenza, secondo quanto denunciato dal sindaco, è «disturbante anche per la modalità particolarmente aggressiva e sguaiata con le quali si propongono ai potenziali clienti e per la loro ubicazione nel centro cittadino».

Vaccarezza, insomma, ha chiesto controlli mirati e preventivi in collaborazione con la Polfer per «bloccare le prostitute prima che salgano sui treni, oppure, più agevolmente, direttamente sul treno, in modo da ostacolarne la discesa a Lavagna».

http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/levante/2008/09/01/1101726908564-bloccare-lucciole-treni.shtml

VIAGGIARE CON RICEVUTA POSTALE O CEDOLINO

Dal 1° agosto 2008 al 31 gennaio 2009 i cittadini in attesa di regolarizzazione del permesso di soggiorno possono transitare nell'area Schengen

La facilitazione consente agli stranieri, in possesso della ricevuta di presentazione dell'istanza a Poste Italiane, di recarsi nei Paesi di origine e poi di rientrare in Italia

Come ogni anno, la direzione centrale dell'Immigrazione e della Polizia delle frontiere ha previsto una serie di facilitazioni temporanee per il transito dei cittadini stranieri regolarmente presenti sul territorio nazionale, concesse dal Consiglio e dalla Commissione europea.

Possono usufruirne i cittadini che hanno presentato richiesta di rinnovo del titolo di soggiorno o che hanno presentato istanza di primo rilascio per motivi di lavoro o per ricongiungimento familiare.

Dal 1° agosto 2008 al 31 gennaio 2009, gli stranieri provenienti dall'Italia o diretti verso l'Italia, potranno transitare attraverso le frontiere terrestri, marittime e aeree dei paesi Schengen se in possesso: della ricevuta di Poste Italiane S.p.a. attestante l'avvenuta presentazione della richiesta di rinnovo del titolo di soggiorno, del passaporto in corso di validità, o del documento di viaggio equipollente, e del titolo di soggiorno scaduto.

I cittadini stranieri potranno così recarsi nei Paesi di origine e successivamente rientrare in Italia.
Il personale preposto ai controlli di frontiera dovrà procedere alla timbratura del documento di viaggio e della ricevuta, esibiti dal titolare, all'atto dell'uscita e del rientro in Italia.

http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/immigrazione/0750_2008_07_30_permesso_rientro_frontiera.html

--
Chukwubike Okey C.


EXTRA.COM

EXTRA OSPITI

FeedBurner FeedCount

Live Traffic Feed

NeoEarth