giovedì 7 agosto 2008

ALLARME AIDS....UOMINI SOLO & G2

AIDS: IMMIGRATI, A RISCHIO UOMINI SOLI E ADOLESCENTI
dell'inviata Enrica Battifoglia

CITTA' DEL MESSICO - Uomini che hanno lasciato la famiglia nel loro Paese di origine, che non conoscono la lingua, non sono scolarizzati e sono arrivati in Italia da meno di un anno: per la prima volta hanno un volto gli immigrati che in Italia sono più esposti al rischio di contrarre il virus Hiv. Il primo identikit di questo genere mai ottenuto in Italia è stato presentato nella conferenza mondiale sull'Aids di Città del Messico ed è il risultato del primo anno di attività dello studio Prisma (Progetti di intervento per una strategia modulare Aids: stranieri), condotto dall'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Iom) e finanziato dal ministero del Welfare attraverso il dipartimento per la Prevenzione.

Sapere quali caratteristiche hanno gli immigrati più esposti al rischio è importante per capire come mai in Italia 70% di coloro che scoprono di essere sieropositivi nel momento in cui ricevono la diagnosi di Aids sono immigrati.

L'ipotesi è che fra gli stranieri ci sia un numero di casi di sieropositività sommersa, difficile da stimare. Tuttavia, osserva la coordinatrice della Iom per i problemi di migrazione e salute nel Mediterraneo, Michela Martini, non ci sono dubbi sulle necessità di "potenziare le azioni di informazione dal momento in cui gli immigrati arrivano in Italia, e ancora più importante è iniziare le campagne dal loro Paese di origine, prima che partano". Complessivamente, ha aggiunto, sulle condizioni di salute degli immigrati "non ci sono dati allarmanti, né tali da giustificare test anti-Hiv a tappeto. Non c'é inoltre nessuna evidenza scientifica che i test permettano effettivamente di controllare l'epidemia".

Oltre agli uomini soli e da poco arrivati in Italia, sono a rischio anche gli adolescenti di seconda generazione, vale a dire che sono nati in Italia o che comunque vivano in Italia da molti anni. "Questi giovani - ha detto Martini - vivono un conflitto generato dal fatto che da un lato si sentono italiani, ma poi non sono riconosciuti come tali fino a 18 anni e di conseguenza entrano spesso in conflitto con la famiglia".

Su questo punto le conclusioni dello studio dell'Oim coincidono con quelle di un'altra ricerca sugli immigrati condotta da Carlo Giaquinto, dell'università di Padova, da cui emerge che gli adolescenti soffrono di nostalgia e solitudine e che in famiglia non riescono a trovare affetto. Basata su interviste a 20 madri sieropositive di origine africana, sei adolescenti rumeni e 60 infermieri, lo studio mostra come i comportamenti a rischio di Hiv scaturiscano da pregiudizi molto radicati. Ad esempio, le donne africane considerano la maternità uno status sociale e molte di loro hanno scoperto di essere sieropositive durante la gravidanza o al momento del parto.

Della diagnosi parlano solo con il partner e percepiscono l'Hiv come qualcosa da nascondere perché percepito come contaminazione, fonte di discriminazione, legato alla prostituzione, all'infedeltà e alla morte. Altrettanto radicati i pregiudizi nel personale sanitario, che mostra di avere incertezze su alcuni aspetti della trasmissione del virus e sull'aspettativa di vita delle persone sieropositive, di conoscere poco le culture di provenienza degli immigrati e di non avere alcuna comunicazione con le madri immigrate sieropositive.
http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_733682480.html

martedì 5 agosto 2008

......sono un extracomunitario, un clandestino vero.........

Gran figlio di Troja

Il blog di Tony Troja

Qualche mese fa sono andato in Svezia per cercare lavoro. Le mie ricerche hanno avuto uno scarso successo. Dovunque io andassi, c'era sempre una porta aperta che si chiudeva subito non appena saputa la notizia che io fossi italiano. Ho pensato, allora, che gli svedesi ce l'hanno con noi. Macchè. Ho scoperto, mesi dopo, che il Governo svedese sta adottando una politica niente male. Sta, come dire, facendo mobbing, verso chi non è autoctono, per il semplice motivo che la cultura e la lingua svedese stanno radicalmente sparendo dalla Svezia. Quindi, per preservare la storia e soprattutto la lingua (tutti in Svezia parlano un ottimo svedese, anche i bambini), prima danno il lavoro a chi è svedese e poi a tutti gli altri.

Qui in Italia, invece, facciamo l'esatto contrario. Arrivano orde di clandestini e li portiamo a Lampedusa, li mettiamo dentro un centro d'accoglienza e ce li teniamo fino a quando campano. Se gli va male, se gli va bene li spargiamo nel resto del territorio nazionale. Ho sentito il Ministro dell'Interno MARONI, dire che saranno costruiti presto altri tre centri d'accoglienza perchè in quello di Lampedusa non ce ne entrano più.

Maroni, della Lega Nord, che dice che bisogna costruire altri centri d'accoglienza?!? Ma non era lo stesso che, insieme a Bossi, aveva detto in campagna elettorale che avrebbe messo un freno all'immigrazione clandestina?!? Allora, mi vien da pensare che, forse, questi nuovi centri saranno costruiti a Milano, Bergamo e Brescia.

Sono un po' confuso…. Su una cosa, però, sono sicuro.

Stiamo facendo di tutto per sponsorizzare l'immigrazione. Clandestina e non. Oggi ha diritto più un extracomunitario che un italiano. Quante volte ho sentito di genitori che non possono iscrivere i loro figli all'asilo perchè i figli degli extracomunitari hanno la precedenza. Non solo, poi, arrivano anche i genitori extracomunitari che esigono che sia tolto il crocifisso dalle aule. Vieni a casa mia e vuoi pure comandare?!? Ma non se ne parla nemmeno!

Stiamo sponsorizzando l'immigrazione anche con il lavoro. Non c'è più un posto di lavoro da operaio che non sia occupato da un extracomunitario. Entri nelle fabbriche e vedi un sacco di marocchini e africani in genere. La cosa è data anche dal fatto che i lavori in fabbrica sono sempre più pesanti e pagati sempre meno. E quindi gli extracomunitari fanno qualsiasi lavoro, anche quelli più merdosi. Ma con uno stipendio italiano, un senegalese campa tutta la famiglia in Senegal. E quindi Parigi val bene una messa.

Sponsorizziamo l'immigrazione anche con gli enti pubblici. Le Poste Italiane, da poco, sono entrate anche nel mercato della telefonia mobile. La cosa bella è che le tariffe più convenienti sono state create per agevolare proprio gli extracomunitari. Infatti :

con Poste Mobile scegli un Paese e chiami a 16cent/min. Argentina, Bangladesh, Brasile, Colombia, Croazia, Ecuador, Egitto, Filippine, Ghana, India, Marocco, Moldavia, Montenegro, Nigeria, Pakistan, Perù, Polonia, Romania, Russia, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Tunisia e Ucraina.

Ci fosse almeno un Paese tipo la Germania, la Francia, l'Inghilterra. Macchè!

Anche per quel che riguarda le badanti la sponsorizzazione è già in atto. Se una badante polacca di diciannove anni, assiste un anziano, dopo nove anni diventa la legittima proprietaria della sua pensione. La moglie e i figli dell'anziano lo prendono in quel posto e la ragazza polacca è libera di far venire il resto della sua famiglia in Italia a campare con la pensione ampiamente meritata.

Io, però, in tutto questo sono ancora un lavoratore precario che alla fine del mese deve chiedere i soldi a mamma e papà. Quando possono darmeli.

Adesso, però, voglio giustizia. Sono siciliano e abito al nord. Per anni sono stato chiamato MAROCCHINO. Non spetterebbe anche a me, allora, un posto fisso in fabbrica e una tariffa comoda per chiamare la mia mamma in Terronia?

Meno male che il nano c'è…

"Entro l'anno nuovo decreto flussi"

Pronto un provvedimento-fotocopia di quello del governo Prodi
Giovanardi: "Via libera all'assunzione di 170 mila stranieri

Immigrati, l'Italia riapre le porte
di VLADIMIRO POLCHI

Immigrati, l'Italia riapre le porte "Entro l'anno nuovo decreto flussi"

Immigrati in un centro di accoglienza

ROMA - L'Italia è pronta a riaprire le sue porte: migliaia di lavoratori extracomunitari potranno a breve mettersi in regola. Riparte, infatti, la "lotteria delle quote": subito dopo l'estate verrà approvato l'atteso decreto flussi 2008. I posti in palio? 170mila. Un modo per rispondere alle oltre 740mila domande d'assunzioni già presentate nel corso dell'anno e solo in minima parte accolte (finora poco più di 61mila).
Con il decreto flussi si fissano annualmente le "quote" di extracomunitari, che possono entrare in Italia per motivi di lavoro subordinato o autonomo.

In realtà, come sanno bene tutti gli immigrati, il decreto è da anni (in mancanza di sanatorie) l'unica chance per uscire dalla clandestinità e mettersi in regola. L'iter però non è semplice, né privo di rischi: si fa domanda d'assunzione, si rientra nelle quote, si esce dal Paese col nulla osta e si rientra con un visto d'ingresso. Insomma, esci clandestino, rientri regolare. Sempre che, attraversando le frontiere, non ti venga consegnato un foglio d'espulsione.

Il "trucco" però riesce a pochi. Basta vedere come sono andate le cose col decreto 2007: 170mila i posti messi in palio, oltre un terzo per colf e badanti (nel 2006 le quote erano state ben di più: 470mila) La novità del 2007? Domande solo on line. Una valanga: le richieste d'assunzione presentate sono state oltre 740mila (di cui 475mila per lavoro domestico e d'assistenza alla persona). E che fine ha fatto questa montagna di pratiche?

Al primo agosto di quest'anno, solo 61.493 fortunati hanno ritirato il nulla osta all'assunzione, mentre quasi 8mila hanno avuto risposta negativa dalle questure. Il Viminale si è infatti trovato a dover gestire una mole di lavoro eccezionale e - va detto - ha fatto il possibile per accelerare i lavori di smaltimento delle domande. Il vero intoppo, in questa fase, sembrano essere le direzioni provinciali del lavoro, che infatti hanno "cestinato" oltre 27mila pratiche.

Molte le associazioni (come le Acli) e i sindacati che in questi mesi hanno chiesto la riapertura delle quote per soddisfare tutte le domande. Il governo prima ha negato la possibilità di ogni sanatoria, poi ha fatto decadere anche la possibilità di una regolarizzazione ad hoc per le badanti. L'unica concessione? Un decreto flussi 2008.

La notizia arriva da una risposta scritta data dal sottosegretario, Carlo Giovanardi, il 31 luglio 2008 a un'interrogazione delle deputate Pd, Livia Turco e Margherita Miotto. Notizia confermata in queste ore dai tecnici dei ministeri competenti: Interno e Welfare. "Entro fine anno - scrive Giovanardi - dovrebbe essere emanato un nuovo decreto di programmazione dei flussi d'ingresso per l'assunzione dall'estero di cittadini extracomunitari a carattere non stagionale. Tale decreto non potrà comunque superare le 170mila unità".

Sarà insomma un decreto fotocopia di quello del 2007, che verrà varato subito dopo l'estate. Ripartirà così la corsa alle domande, i vari clic day, le lunghe attese. Non si esclude però anche il ripescaggio delle domande già presentate.
http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/politica/immigrazione-flussi/immigrazione-flussi/immigrazione-flussi.html
(5 agosto 2008)
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La nuova pattumiera è il Ghana

Il paese africano usato come discarica dei rifiuti elettronici nocivi
L'organizzazione ha ricostruito la rotta delle nuove navi dei veleni

E-waste, denuncia di Greenpeace
La nuova pattumiera è il Ghana

Le stime Onu parlano di 20-50 milioni di tonnellate di rifiuti ogni anno
Contengono elementi tossici che mettono a rischio ambiente e salute umana

di ANTONIO CIANCIULLO


E' il remake di un film degli anni Ottanta, un brutto film. Gli slum africani utilizzati come pattumiera dei veleni dei paesi ricchi, i primi vani tentativi di bloccare il traffico, la rivolta dei nigeriani che, esattamente vent'anni fa, sequestrarono una nave italiana, con 24 uomini di equipaggio, come arma di pressione per costringerci a risanare la discarica pirata di Port Koko. Adesso ci risiamo. Nella versione tecnologicamente avanzata dell'e-waste, il rifiuto elettronico che fluisce sempre più abbondante. La nuova pattumiera del mondo industrializzato è il Ghana: è qui che finisce una buona parte degli oggetti che fino a un istante prima dell'abbandono sembravano indispensabili e che all'improvviso si sono rivelati inutili, cancellati nella possibilità d'uso da memorie più potenti, software più avanzati.

GUARDA LE FOTO

La denuncia viene da Greenpeace che, con un'azione di "spionaggio industriale" è riuscita a ricostruire il percorso delle nuove navi dei veleni. Il punto di partenza per l'Europa è Anversa, in Belgio, dove confluiscono scarti elettronici provenienti da Olanda, Germania, Italia, Danimarca e Svizzera. Non si tratta di piccoli numeri. Le stime Onu parlano di 20-50 milioni di tonnellate di rifiuti tecnologici prodotti ogni anno: i Raee, ovvero i rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, rappresentano la tipologia di rifiuti pericolosi in più rapida crescita a livello globale (3-5% annuo, nel 2006 ogni cittadino europeo ne ha prodotto tra 17 e 20 chili all'anno). Contengono elementi tossici e persistenti (metalli pesanti, ftalati, pcb) che rappresentano un rischio per l'ambiente e la salute umana nelle fasi di trattamento, riciclaggio e smaltimento.

Dunque roba da maneggiare con attenzione. Ma le foto che potete vedere mostrano cosa succede veramente. Oggetti pericolosi trattati senza nessuna precauzione anche da bambini, materiale tossico bruciato vicino alle case, pozze di liquame contaminato in cui tutti sguazzano. E' questa la fine che fa una buona parte dell'e-waste occidentale: si perdono le tracce del 75 per cento dei rifiuti tecnologici prodotti nell'Unione Europea e di oltre l'80 per cento di quelli prodotti negli Stati Uniti. In parte restano nei garage e nelle cantine, in parte vengono smaltiti illegalmente nei paesi in cui sono stati usati, ma in buona parte salgono sulle navi dei veleni per arrivare nei luoghi in cui i lavoratori, spesso bambini, sono esposti ai rischi legati al cocktail di composti chimici che questi rifiuti sprigionano quando vengono trattati in modo non adeguato.

In Ghana l'indagine di Greenpeace ha messo in evidenza una rete di cimiteri clandestini. Le navi ufficialmente cariche di "beni elettronici di seconda mano" arrivano nel più grande porto del paese, a Tema, e da lì prendono la strada del centro di smaltimento di Agbogbloshie, ad Accra, la capitale. Oppure si sperdono nel marasma dei piccoli cimiteri sparsi un po' ovunque. Greenpeace ha fornito i dati relativi a quello di Korforidua, ma è un esempio tra tanti.

Un disastro ambientale, sociale, umano che rappresenta l'altra faccia del disastro politico che ci coinvolge direttamente. Vent'anni fa l'Occidente chiuse gli occhi sulle rotte dei veleni finché il contenzioso internazionale divenne troppo aspro per ignorarlo. Ora la capacità di risposta dei paesi che subiscono l'arrivo clandestino dei rifiuti elettronici (dall'Africa alle piazze asiatiche) è più alta ed è prevedibile che la tensione tornerà a salire molto presto.
http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/ambiente/africa-rifiuti-elettronici/africa-rifiuti-elettronici/africa-rifiuti-elettronici.html
(5 agosto 2008)

lunedì 4 agosto 2008

IMMIGRAZIONE - DALLA CORTE COSTITUZIONALE: INDENNITA' DI ACCOMPAGNAMENTO PER LO STRANIERO STABILMENTE RESIDENTE IN ITALIA MA SENZA CARTA DI SOGGIORNO

(2008-08-04)

Per la Corte Costituzionale italiana è illegittima la norma che nega l'indennità di accompagnamento allo straniero, stabilmente e regolarmente in Italia, che non ha carta di soggiorno perchè le sue condizioni di salute lo rendono totalmente inidoneo al lavoro e gli impediscono di produrre un reddito sufficiente per mantenere se stesso e i suoi familiari.
Lo ha stabilito la Corte Costituzionale accogliendo l'eccezione sollevata dal tribunale di Brescia in merito alla controversia tra una cittadina albanese, l'Inps e il ministero delle Finanze.

Con la sentenza n° 306 del 29/30 luglio 2008 la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 80, comma 19, Legge Finanziaria per l'anno 2001 e dell'art. 9, comma 1, del D.Lgs. 286/1998 – come modificato dall'art. 9, comma 1, della legge 30 luglio 2002, n. 189 e poi sostituito dall'art. 1, comma 1, del decreto legislativo 8 gennaio 2007, n. 3 – nella parte in cui escludono che l'indennità di accompagnamento, di cui all'art. l della legge 11 febbraio 1980, n. 18, possa essere attribuita agli stranieri extracomunitari soltanto perché essi non risultano in possesso dei requisiti di reddito già stabiliti per la carta di soggiorno ed ora previsti, per effetto del decreto legislativo 8 gennaio 2007, n. 3 (Attuazione della direttiva 2003/109/CE relativa allo status di cittadini di Paesi terzi soggiornanti di lungo periodo) per il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.(04/08/2008-ITL/ITNET)

http://www.italiannetwork.it/news.aspx?ln=it&id=3872

UE: CORTE GIUSTIZIA, SI' A LIBERA CIRCOLAZIONE CONIUGE EXTRACOMUNITARIO

(ASCA) - Roma, 25 lug - La Corte di Giustizia europea ha stabilito che il coniuge extracomunitario di un citttadino dell'Unione puo' circolare e soggiornare con questo cittadino all'interno dell'Unione senza aver prima soggiornato legalmente in uno Stato membro.

Il tribunale di Lussemburgo precisa che il diritto del cittadino di un Paese terzo, familiare di un cittadino dell'Unione, di accompagnare o di raggiungere il detto cittadino non puo' essere subordinato alla condizione che egli abbia prima soggiornato legalmente in un altro Stato membro.
La Corte spiega che, secondo la direttiva sulla libera circolazione dei cittadini dell'Unione , ciascun cittadino ha il diritto di circolare e soggiornare nel territorio di un altro Stato membro in qualita' di lavoratore o studente o se dispone di un'assicurazione malattia che copra tutti i rischi e di risorse economiche sufficienti, affinche' non divenga un onere a carico dell'assistenza sociale.

I familiari di un cittadino dell'Unione europea, aggiunge la Corte, hanno il diritto di circolare e soggiornare negli Stati membri insieme al detto cittadino e possono fare ingresso in uno Stato membro se possiedono un visto d'ingresso o una carta di soggiorno emessi da uno Stato membro.

http://www.asca.it/moddettnews.php?idnews=769001&canale=ORA&articolo=UE:%20CORTE%20GIUSTIZIA,%20SI'%20A%20LIBERA%20CIRCOLAZIONE%20CONIUGE%20EXTRACOMUNITARIO

domenica 3 agosto 2008

sabato 2 agosto 2008

http://www.asca.it/moddettnews.php?idnews=770125&canale=ora&comunicati=&articolo=IMMIGRATI:%20SINDACO%20LAMPEDUSA,%20VATICANO%20APRA%20CONVENTI%20E%20SEMINARI

I ROMENI

Immigrati romeni in Italia: Uno su tre vuole tornare in Romania

Un immigrato romeno su tre tra quelli che si trovano in Italia ha intenzione di tornare "definitivamente" in Romania nei prossimi due anni. È quanto risulta da un sondaggio presentato la scorsa settimana a Bucarest dall'Agenzia delle strategie del governo romeno. Tra gli immigrati, il 23% degli intervistati pensa di ritornare in patria per aprire un'attività in proprio, mentre il 31% desidererebbe costruire una casa in Romania. Questi progetti potranno probabilmente realizzarsi, considerato che la maggior parte degli immigrati romeni sostiene di guadagnare sette volte in più di quello che aveva nella busta paga nel paese d'origine. Secondo lo studio condotto tra novembre e dicembre 2007 su 1.066 persone, il 35% degli intervistati ha affermato di volere "ritornare definitivamente in Romania nei prossimi due anni", mentre il 21% ha dichiarato al contrario di volere "restare definitivamente in Italia. Secondo i dati raccolti dallo studio, il 57% dei romeni lavora regolarmente in Italia, il 23% ha un posto di lavoro stabile ma è pagato al nero, il 5% svolge delle attività occasionali, mentre l'8% sono casalinghe o disoccupati. Solitamente i lavoratori romeni sono occupati nell'edilizia (24%), nel lavoro domestico (12%), nel commercio (8%) o nell'assistenza agli anziani (7%). Più del 70% dei romeni è arrivato in Italia tra il 2001 e il 2007 e spesso inizialmente aveva soggiornato in altri paesi europei prima di stabilirsi in Italia. L'identikit del lavoratore romeno è il seguente: circa 33 anni (per gli uomini e per le donne), senza una laurea, proveniente dalle zone del nord del Paese (dalla Moldavia o dalla Transilvania). Soltanto il 7% ha una laurea, ma il 72% ha un diploma di liceo o di scuola professionale. L'indagine statistica rileva inoltre che i romeni che si trovano in Italia "mantengono relazioni strette" con i parenti rimasti in Romania. Il 51% invia denaro alla famiglia almeno due o tre volte all'anno, mentre il 70% ritorna in Romania almeno una volta all'anno. Secondo lo studio, realizzato dopo l'aggressione mortale ai danni di Giovanna Reggiani da parte di un cittadino romeno, il 63% degli intervistati ha risposto che i mass media italiani hanno presentato in modo "tendenzioso e sbagliato" l'accaduto ed il 72% ritiene che l'immagine che gli italiani hanno degli immigrati romeni "si è deteriorata" dopo l'omicidio di Roma. Il 22% degli intervistati pensa che non sia cambiato nulla e circa il 33% crede giustificato il decreto per le espulsioni dei cittadini comunitari varato dal governo italiano subito dopo il caso Reggiani. Il 92% degli immigrati afferma di seguire i casi che vedono protagonisti romeni che non rispettano le leggi italiane. Il sondaggio rivela che i romeni generalmente si considerano integrati nella società italiana, il 67% ha un'opinione buona o ottima dei datori di lavoro italiani, il 92% ha un buon rapporto con i vicini e il 94% pensa di conoscere la lingua italiana abbastanza bene per cavarsela nella vita di tutti i giorni. Il 78% dei romeni che lavora in Italia si dice fiero o addirittura fierissimo della propria nazionalità. Il sondaggio è stato realizzato dall'Istituto Metro Media Transilvania, dal 20 novembre al 15 dicembre 2007, presso le comunità romene che risiedono in varie regioni italiane.

"Sindrome Italia", allarme in Romania

Dopo le feste natalizie, la partenza dei parenti che lavorano all'estero, soprattutto in Italia e Spagna, ha provocato delle tragedie in diverse famiglie romene. Il quotidiano "Romania libera", ripreso dalla pubblicazione on-line Metropoli, riferisce che negli ospedali di Iasi hanno segnalato numerosi tentati suicidi generati dalla cosiddetta "sindrome Italia". Lo scorso fine settimana, nel giro di poche ore, diverse persone sono state ricoverate a Iasi, dopo aver tentato il suicidio a seguito di depressioni provocate dalla partenza di parenti verso l'estero, come spiegano i medici. Infelice perché la moglie era tornata a lavorare all'estero, un giovane di 22 anni ha preso oltre 30 pillole di barbiturici, mentre una donna di 38 anni è finita in coma dopo avere ingerito pillole prima del ritorno del marito in Italia. Un'altra donna di 48 anni ha ingerito varie pasticche trovate in casa, nel tentativo di convincere la figlia a non tornare al suo lavoro all'estero. Altri tre uomini di 22, 27 e 35 anni sono stati sottoposti a interventi chirurgici dopo essersi feriti con coltelli o pezzi di vetro al collo, al torace o alle mani. Per fortuna tutti sono sopravvissuti ai tentati suicidi. Fonte: Daniele Pantaleoni ( www.gazzettino.ro )

CHILD PROSTITUTION.....ARRESTS IN ITALY

A Nigerian lady was arrested at Benevento (Italy)for sexual exploitation of minors. Her accomplices had already escaped arrest by taking refuge in Nigeria.The lady,Vivian Osayamen (40years) a native of Benin City was arrested by the police mobile squad. She was condemned to a prison term which lasts till 26 Jan 2011 for breaking the laws on sexual t exploitation of children and pedo-pornographic offenses. The accomplice of this MADAM who escaped to Nigeria is still to be caught
Following an investigation on the activities of Some Nigerian criminal gangs in Modena, Bologna and surroundings since 2005, the mobile squad in June 2007 had to make the arrests of some members of this gang which is know to haves its logistic and operation Hq in Nigeria and France .
It ws discovered that this group had rooted itself so deep in the area tharefore any arrests made were immediately replaced with fresh recruits form their home country who came in to occupy the(piece of land) places left by the arrested persons With this system the group continued to maintain their criminal activities in spite of continuous fragmentations and arrests.
As in most of these cases the victim (child prostitute) has been under heavy physical and psychological pressure through intimidation with Voodo.
The girl was recruited in Nigeria where she was supposed to pay a sum between 30.000 to 50.000 euro.The pretext was her joining a Nigerian female football team In France . From France she was sent to Modena in Italy where she worked as a prostitute until her final liberation.

Translated/summarized by: Chukbyke




Donna nigeriana arrestata a Benevento per sfruttamento sessuale di minori. Il complice era già sfuggito alla cattura rifugiandosi in nigeria


Si tratta di una cittadina extracomunitaria di 40 anni, Vivian Osayamen, di Benin City, in Nigeria, è stata arrestata dagli agenti della Squadra Mobile di Benevento in esecuzione dell'ordine di carcerazione emesso nella giornata di ieri dal Tribunale di Modena.
La donna, che dovrà scontare una pena detentiva fino al 26 gennaio 2011, è stata riconosciuta colpevole della violazione della legge 38/2006 in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia.
L'ordine di carcerazione nei confronti della donna emesso dal Tribunale di Modena.

Una breve sintesi della intera vicenda:


Nel mese di giugno 2007 la Squadra Mobile di Modena - a seguito di attività di indagine condotta per episodi di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione minorile consumati a Modena ed altre province nel periodo compreso tra il mese di luglio 2005 ed il dicembre 2006 - ha dato l'avvio al procedimento penale a carico di alcuni dei componenti di un gruppo criminale nigeriano, tutti radicati nella provincia di Modena ed in quella limitrofa di Bologna, e con basi logistiche in Nigeria ed in Francia dediti ai reati connessi alla prostituzione di colore.

L'operazione in questione, così come quelle analoghe concluse negli ultimi due anni, rientra nell'ambito di un piano strategico più generale e penetrante approntato dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato e rappresenta l'ennesimo colpo inferto dalla Polizia di Stato a quelle organizzazioni criminali di etnia straniera (nel caso di specie centro africana) che negli ultimi anni hanno gestito in posizione di totale monopolio, sia a Modena che in tutto il resto del paese, le attività illecite connesse alla prostituzione ed ai reati a questa collegati (immigrazione clandestina, falsi documentali, ecc.).

L'indagine si ricollega ed è la naturale prosecuzione anche delle pregresse operazioni della Polizia di Stato "Multilevel" (dell'aprile 2005), "Multilevel 2" (del maggio 2006), "Multilevel 3" (dell'ottobre 2006) e Multilevel 4 (del maggio 2007).

Si tratta, infatti, delle diverse frange dello stesso gruppo criminale che si sono progressivamente sostituite e rimpiazzate a seguito della ciclica disarticolazione delle consorterie ad opera della Polizia di Stato di Modena negli ultimi anni. E' stato infatti riscontrato che la totale padronanze del territorio dei membri dei sodalizi ed il loro forte radicamento nella provincia di Modena, ha comportato il fatto che anche successivamente all'arresto dei componenti di turno, le porzioni di territorio da loro occupate siano state mantenute con l'immediata sostituzione dei soggetti tratti in arresto, con nuove e più fresche forze immediatamente giunte a Modena dai paesi di origine. In questo modo, pur accettando la frammentazione dei gruppi criminali, è stata comunque garantita continuità per diversi anni alle attività del gruppo delinquenziale.

A conclusione dell'attività investigativa in argomento, che è stata coordinata dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e dalla Direzione Centrale Anticrimine per tutta la sua durata, nelle primissime ore della mattinata odierna gli uomini della Polizia di Stato hanno dato esecuzione a 2 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il locale Tribunale su richiesta del Pubblico Ministero titolare dell'indagine, a carico di altrettanti soggetti tutti indagati per i reati di cui agli artt. 110 c.p. in relazione agli artt. 600 bis e sexies c.p. (prostituzione minorile ed altri reati minori, il tutto in concorso).
Le operazioni di esecuzione sono state svolte nella città di Modena, Bologna - dove è statat arresta la cittadina nigeriana Osayamen Vivian, nata in Nigeria nel 1968, residente a Benevento ma domiciliata a Bologna - e Benevento. Resta da catturare il complice della madame, sempre nigeriano, che da alcuni mesi ha trovato riparo in Nigeria.

Per le operazioni di arresto il personale della Polizia di Stato si è avvalso dell'ausilio della Squadre Mobili di Bologna e Benevento.

Nel corso delle perquisizioni delegate dal Pubblico Ministero, effettuate presso 3 abitazioni dei soggetti sottoposti a provvedimenti restrittivi (una a Modena, una a Bologna ed una a Benevento), sono stati raccolti ulteriori elementi di prova attestanti le responsabilità dei due indagati per i reati loro contestati.

I due soggetti indagati sono stati ritenuti responsabili dei reati loro contestati per episodi di sfruttamento di una giovane ragazza nigeriana nella città di Modena fino al dicembre 2006, quando la ragazza è stata poi sottratta all'egida del gruppo ed opportunamente collocata in struttura protetta.

Anche in questa occasione le attività hanno consentito di appurare che la donna sfruttata è stata mantenuta in stato di totale soggezione psicologia e fisica mediante l'utilizzo di vari riti voodoo della Nigeria occidentale.
La ragazza era stata acquistata dalla famiglia di origine in Nigeria (dove erano di stanza soggetti preposti al reclutamento) per una somma oscillante tra i 30.000 ed i 50.000 Euro, portata in Francia (a Parigi) con passaporto falso e con la scusa dell'aggregazione ad una squadra di calcio femminile nigeriana ed infine portata in Italia a Modena, dove ha esercitato l'attività di meretricio fino alla sua definitiva liberazione.




IMMIGRATI, CDM APPROVA DECRETI E LI INVIA A BRUXELLES


IMMIGRATI, CDM APPROVA DECRETI E LI INVIA A BRUXELLES (di Massimo Nesticò)

ROMA - Cautela. Prudenza. Piedi di piombo. Dopo un'estate passata a rintuzzare attacchi al pacchetto sicurezza da parte di Commissione europea, Europarlamento, Consiglio d'Europa e Romania, il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, lancia un segnale distensivo: i tre decreti legislativi che introducono una stretta su soggiorno dei comunitari, asilo e ricongiungimenti familiari, saranno inviati all'esame dell'Europa, prima dell'approvazione definitiva. Anche per evitare un nuovo caso impronte, tanto più che pure nel primo di questi decreti ritorna l'espressione "rilievi dattiloscopici" riferita a cittadini europei.

MARONI, MATERIE DELICATE, SERVE PARERE UE - La decisione è stata presa nel corso del Consiglio dei ministri e spiegata dallo stesso Maroni in conferenza stampa a Palazzo Chigi. Si tratta, ha riferito, "di materie assai delicate, specie il decreto sul soggiorno e libera circolazione dei comunitari. Per questo abbiamo deciso di non procedere all'approvazione definitiva ed abbiamo inviato il testo dei provvedimenti al Commissario europeo alla Giustizia, Sicurezza e Libertà, Jacques Barrot, affinché li valuti informalmente e suggerisca eventuali proposte di modifica". Se non ci saranno obiezioni da parte europea, ha aggiunto il ministro, "saranno approvati dal Consiglio dei ministri a metà settembre". E Barrot ha ricevuto e ringraziato. "E' un atto - ha detto il commissario - che appare come la testimonianza di una volontà di rispettare la legislazione europea, di cui noi apprezziamo tutto il valore".

SEGNALE PACE ANCHE AD OPPOSIZIONE - Oltre che all'Europa, Maroni ha porto il calumet della pace anche all'opposizione. "La procedura - ha informato - è stata concordata con il ministro dell'Interno ombra del Pd che ha ritenuto assai utile la nostra iniziativa". E apprezzamento è arrivato dal Pd. "Siamo soddisfatti - ha detto il ministro per le Politiche Comunitarie nel governo ombra, Maria Paola Merloni - che su questo punto sia stata ascoltata la voce dell'opposizione che, più volte, ha ribadito la necessità di instaurare un dialogo chiaro e proficuo con l'Ue". Da parte sua, il ministro delle Politiche comunitarie, Andrea Ronchi, ha sottolineato che "le decisioni prese oggi smentiscono chi ha parlato di scollamento e attriti tra il nostro Governo e la Commissione europea". TRA MISURE DUBBIE, DI NUOVO IMPRONTE - Maroni ha così voluto evitare nuovi rilievi dalle istituzioni europee dopo la bufera sui rom. Alcune misure contenute nei decreti legislativi (che recepiscono direttive Ue), infatti, corrono il rischio di censure da parte di Bruxelles. Nel mirino, in particolare, il testo sulla libera circolazione di comunitari. Profili di dubbia compatibilità con le norme Ue sarebbero emersi, secondo quanto si apprende, per la previsione della mancata iscrizione all'anagrafe tra i motivi che giustificherebbero l'allontanamento del comunitario. Così come per l'obbligo di avere "risorse economiche sufficienti, derivanti da attività dimostrabili come lecite" quale condizione per poter soggiornare in Italia oltre i tre mesi. E torna anche il tema delle impronte. Il decreto attualmente vigente, approvato dal Governo Prodi nel 2007, prevede che "per l'iscrizione anagrafica ed il rilascio della ricevuta di iscrizione e del relativo documento di identità si applicano le medesime disposizioni previste per il cittadino italiano". L'aggiunta proposta dal decreto legislativo, dopo le parole 'cittadino italiano', è: "compresi i rilievi dattiloscopici nei casi previsti dalla legge". Impronte, cioé. Un passaggio sul quale la Commissione potrebbe esprimere dubbi. Così come sul trattenimento in un Centro di permanenza per un periodo massimo di 15 giorni del destinatario del provvedimento di espulsione, nel caso di difficoltà nell'identificazione.

IN 28 SBARCANO A MALTA - Un barcone con 28 immigrati è stato soccorso dalla Marina maltese stamane, dopo che è stato avvistato dal peschereccio italiano 'Nuova Lorenzo' a circa 30 miglia sud di Malta. Gli immigrati sono stati scortati verso il porto de La Valletta dove sono stati consegnati alla polizia e trasferiti nel centro di Safi. Intanto, dopo gli arrivi massicci degli ultimi giorni, i centri dell'isola sono sull'orlo del collasso, con il governo che ha riunito la protezione civile, l'esercito e la polizia per creare nuovi spazi d'accoglienza. Ieri due donne, tra cui una incinta, hanno perso la vita nell'ennesimo naufragio al largo di Malta.



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