lunedì 14 settembre 2009

DONNE IMMIGRATE: FRA EMANCIPAZIONE E INVISIBILITA' SOCIALE



Sono per la maggior parte donne che inseguono un sogno: l'emancipazione sociale. Ma l'Occidente è davvero in grado di esaudire i loro desideri?


Nell'immaginario collettivo sono per la maggior parte badanti; sono le straniere che arrivano in Italia alla ricerca della terra promessa. Ma la realtà ci mette poco a deludere le aspettative di queste donne pronte a lasciare il proprio paese perchè spinte dal desiderio di emanciparsi, desiderio in molti casi rafforzato da informazioni non corrispondenti alla realtà, che presentano i paesi europei come luoghi dove potersi facilmente realizzare.
Il lavoro di colf a tempo pieno rappresenta per la donna appena arrivata l’opportunità di risolvere subito il problema della casa e quello della regolarità giuridica. La famiglia del datore di lavoro può costituire un primo punto di riferimento, data l’iniziale mancanza di strumenti, specie di tipo linguistico, per orientarsi nella nuova realtà.Questo tipo di lavoro d’altro canto implica molte difficoltà: i ritmi e gli orari spesso estenuanti, come la mancanza di una vita privata, contribuiscono ad incrementare lo stato di isolamento delle donne straniere e a relegarle nella situazione di 'invisibilità sociale', caratteristica dell'immigrazione femminile. Poi ci sono le immigrate 'visibili': le prostitute, spesso arrivate nel nostro Paese attraverso la mediazione di organizzazioni criminali transnazionali. Il fenomeno della prostituzione straniera si è sviluppato a partire dal 1988; si calcola che le prostitute straniere in Europa siano centinaia di migliaia. Le nazionalità numericamente più coinvolte sono quella brasiliana, colombiana, domenicana, nigeriana, zairese, tailandese e filippina, oltre alle prostitute provenienti dall’Europa dell’Est.
In base ad alcune testimonianze, si rileva che spesso vengono reclutate nel loro paese da connazionali che promettono loro un lavoro remunerativo e serio; in altri casi, come spiega Oliviero Fredo dell’Ufficio Accoglienza Immigrati di Torino, «le donne fin dalla partenza sanno quale sarà il loro futuro lavoro, ma per molte provenienti dall’Africa e dall’Asia la prostituzione viene vissuta come una sorta di emancipazione rispetto alle condizioni economiche e sociali nelle quali si trovano a vivere».A questi 'mediatori' le donne devono poi rimborsare il biglietto e dare una parte consistente dei loro guadagni; il loro passaporto viene trattenuto fino a quando il debito non è stato completamente saldato.
Il debito iniziale di una donna che arriva in Italia ammonta a circa 15/20mila euro, comprensivo di biglietto aereo, visto e riferimenti in Italia. Quelle che non possono dare in garanzia beni di loro proprietà, sono costrette al patto di sangue: un vero e proprio ricatto per la famiglia di origine, qualora il debito non venga rimborsato. E’ importante notare inoltre che sono sempre più numerose le donne che, immigrate al seguito del marito, sono disposte ad inserirsi nel mondo del lavoro. Il loro ruolo risulta determinante sia nel caso di un esplicito ingresso nel mercato del lavoro, sia nel caso in cui, pur non avendo un attività extra-domestica, contribuiscano come casalinghe a mantenere bassi i costi di produzione della famiglia.

giovedì 10 settembre 2009

Governo: Berlusconi, In 150 Anni Di Storia Sono Il Miglior Premier


La Maddalena, 10 set. - (Adnkronos) - "Credo sinceramente di essere stato e di essere di gran lunga il miglior presidente del Consiglio che l'Italia abbia potuto avere in 150 anni della sua storia. Lo dico sulla base di cio' che ho fatto e faccio e che gli italiani conoscono bene e questo mitivo penso che mi attribuiscono il 68,4% di fiducia e ammirazione". A sottolinearlo e' stato il premier Silvio Berlusconi durante la conferenza stampa a margine del vertice italo-spagnolo alla Maddalena.
FONTE

martedì 1 settembre 2009

Italiani respinti in Nigeria in risposta alla politica di Berlusconi sull’immigrazione.




Il Nigeria è grande 3 volte l’Italia, ha una popolazione di quasi 2 volte e mezzo l’Italia.
Oggi leggo sul blog di Beppe Grillo:
Sono un giornalista italiano (indipendente e con base in Argentina…) e sarei dovuto partire per la Nigeria Mercoledi. Per la prima volta in 10 anni mi hanno negato il visto d’entrata adducendo la seguente ragione:
“Stiamo adottando una politica di ostruzionismo verso gli italiani, come risposta alle politiche di immigrazione del governo italiano”.
Le conseguenze del razzismo nel nostro paese iniziano ad essere tangibili. FACCIAMO QUALCOSA! Mi vergogno d’essere italiano, cacciamo lo psiconano ed i suoi mastini.







domenica 5 luglio 2009

SICUREZZA, GIOVANARDI: ORA REGOLARIZZARE BADANTI E COLF

SICUREZZA, GIOVANARDI: ORA REGOLARIZZARE BADANTI E COLF BOLOGNA - Una regolarizzazione per gli extracomunitari che sono già in Italia senza permesso di soggiorno, ma con un rapporto di lavoro in corso. A chiederla al governo, attraverso un provvedimento d'urgenza simile alla regolarizzazione attuata nel 2002, prima dell'entrata in vigore della legge Bossi-Fini, è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla famiglia Carlo Giovanardi. Obiettivo, gestire l'emergenza di colf e badanti - circa mezzo milione di persone ora in Italia, che si troverebbero 'fuori-legge' con l'ok al pacchetto sicurezza - e rendere più efficaci le nuove norme varate dal Parlamento. Giovanardi l'ha spiegato all'ANSA precisando che non si tratta di una sanatoria, perché non indiscriminata ma rivolta ai cittadini extracomunitari già in Italia e il cui datore di lavoro sia disponibile ad assumerli e quindi regolarizzarli.

''Le nuove norme sulla sicurezza saranno efficaci soltanto se accompagnate da un provvedimento indirizzato agli extracomunitari gia' in Italia con un rapporto di lavoro in essere che non possono trasformare in contratto di lavoro in quanto irregolari - dice Giovanardi all'ANSA - Come responsabile delle politiche familiari di questo governo, chiedo al presidente del Consiglio di mettere all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri un provvedimento d'urgenza, come quello che funziono' benissimo nel secondo governo Berlusconi, soprattutto per quanto riguarda l'emergenza colf e badanti''. Una richiesta sostenuta dall'auspicio che ''i nuovi strumenti a disposizione di forze dell'ordine e magistrati non rimangano 'grida' senza alcun effetto'', per cui, ha concluso Giovanardi, ''ora si puo' e si deve risolvere questo problema che riguarda centinaia di migliaia di famiglie italiane e centinaia di migliaia di lavoratori extracomunitari''.

sabato 4 luglio 2009

Il "pacchetto sicurezza"

Il "pacchetto sicurezza"




MARTA FASOLA
Un pacchetto “omnibus”. Il testo contenente “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica” completa il “pacchetto sicurezza” anticipato, in parte, con la legge n. 38/2009 (stalking) e raccoglie in tre articoli norme in materia di immigrazione, di contrasto alla criminalità mafiosa e di sicurezza pubblica. Non solo, quindi, norme sullo status degli immigrati, ma anche altre di vario genere che vanno dalle ronde alla circolazione stradale, dalle persone senza fissa dimora al danneggiamento, dalle bombolette antiaggressione all’oltraggio a pubblico ufficiale.

Torna l’oltraggio a pubblico ufficiale. Nel primo articolo, sull’immigrazione, la legge reintroduce il reato di oltraggio a pubblico ufficiale, depenalizzato nel 1999 (legge n. 205/99). «Chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone, offende l’onore ed il prestigio di un pubblico ufficiale mentre compie un atto d’ufficio ed a causa o nell’esercizio delle sue funzioni è punito con la reclusione fino a tre anni», contro i due anni previsti prima della depenalizzazione. Inoltre la pena è aumentata se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato; se la verità di fatto è però provata o in seguito l’ufficiale è condannato, l’autore dell’offesa non è punibile. Il reato si estingue se l’imputato ripara interamente il danno con un risarcimento sia nei confronti della persona offesa sia in quelli dell’ente a cui essa appartiene. Nel codice penale viene poi introdotta una norma che prevede la non punibilità per una serie di reati (tra i quali la nuova fattispecie di oltraggio) quando il pubblico ufficiale, l'incaricato di un pubblico servizio o il pubblico impiegato abbia causato il fatto, eccedendo con atti arbitrari i limiti delle sue attribuzioni.

Salvaguardia di edifici e mezzi di trasporto e decoro urbano. Nell’art. 3, sulla sicurezza pubblica, nell’intento di arginare il fenomeno dei cosiddetti writers o graffitari il reato di danneggiamento, che prevede un’ammenda sino a 2.582 euro o la permanenza domiciliare da 6 a 30 giorni o il lavoro di pubblica utilità da 10 giorni a 3 mesi (art. 635 c.p.), viene esteso anche agli “immobili i cui lavori di costruzione, di ristrutturazione, di recupero o di risanamento sono in corso o risultano ultimati”. La sospensione della pena viene subordinata alla ”eliminazione delle conseguenze dannose”, oppure –se l’imputato è d’accordo- ad un lavoro non retribuito a favore della comunità.
La modifica dell’art. 639 del c.p. aggrava poi le pene per deturpamento o imbrattamento dei beni immobili pubblici e privati –non solo nei centri storici- nonché su mezzi di trasporto pubblici o privati (auto, bus, treni, ecc.) con la reclusione da uno a sei mesi e un’ammenda da 300 a 1.000 euro. Se si deturpano o imbrattano cose di interesse storico o artistico, ovunque ubicate, la sanzione è aumentata e prevede la reclusione da 3 mesi ad un anno con una multa da 1.000 a 3.000 euro.
Inoltre, in caso di reiterazione del reato si procede d’ufficio, con una pena che va da tre mesi a due anni ed una multa che può arrivare a 10.000 euro. Una multa fino a 1.000 euro è prevista per “chiunque vende bombolette spray contenenti vernici non biodegradabili ai minori di diciotto anni”. La legge stabilisce inoltre che le multe “previste dai regolamenti ed ordinanze comunali per chiunque insozzi le pubbliche vie non possono essere inferiori all’importo di 500 euro”. Mentre “chiunque insozza le pubbliche strade gettando rifiuti od oggetti dai veicoli in movimento o in sosta è punito con la sanzione amministrativa da 500 a 1.000 euro”.

Occupazione abusiva di suolo pubblico. La legge accorda ai sindaci ed ai prefetti nuovi poteri in materia di occupazione abusiva di suolo pubblico, vale a dire quando qualcuno invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne profitto (art. 633 c.p.), oppure quando strade, fasce di rispetto, marciapiedi vengono occupati con veicoli, baracche, tende e simili, con chioschi, edicole od altre installazioni (art. 20 codice della strada). I sindaci, per le strade urbane, e i prefetti, per quelle extraurbane – o, quando ricorrono motivi di sicurezza pubblica, per ogni luogo – possono ordinare l’immediato ripristino dello stato dei luoghi a spese degli occupanti. Se si tratta di occupazione a fine di commercio, poi, è prevista la chiusura dell’esercizio fino al pieno ripristino dei luoghi e al pagamento delle spese. Stessi provvedimenti per l’esercente che non pulisca o non tenga in ordine gli spazi pubblici di fronte al suo locale.

I maggiorenni responsabili dei delitti dei minori. Vengono aggravate le pene applicate al correo maggiorenne. Sono, infatti, applicabili le aggravanti nei confronti delle persone maggiorenni che concorrono nel reato con un minore di anni 18 o con una persona in stato di infermità o di deficienza psichica. La norma mira a fungere da deterrente per bloccare il fenomeno prima che l’effetto emulazione e le condotte violente che si vanno diffondendo in età scolare rendano il fenomeno inarrestabile.

No all’accattonaggio dei minori. Riprendendo un disegno di legge della precedente legislatura, rischierà fino a tre anni di carcere chi, per mendicare, si avvale di chi ha meno di 14 anni o permette che il minorenne, sottoposto alla sua autorità o affidato alla sua custodia o vigilanza, mendichi, oppure permette che altre persone se ne avvalgano per mendicare. Inoltre, per i reati di riduzione in schiavitù, tratta di persone ed acquisto e alienazione di schiavi, commessi dal genitore o dal tutore vengono introdotte pene accessorie quali la perdita della potestà di genitore o interdizione perpetua da qualsiasi forma di sostegno, tutela e cura.

Più grave la truffa contro le persone indifese. Con la modifica dell’art. 640 c.p. , che disciplina il delitto di truffa, viene introdotta come nuova circostanza aggravante, «l'avere profittato di circostanze di tempo, di luogo o di persona tali da ostacolare la pubblica o privata difesa», anche in riferimento al caso di chi approfitti dell’età avanzata della persona che ha subito il danno.

Requisiti ed albo dei buttafuori. La legge detta norme precise su «l'impiego di personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento o di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi, anche a tutela dell'incolumità dei presenti. L'espletamento di tali servizi non comporta l'attribuzione di pubbliche qualifiche. È’ vietato l'uso di armi, di oggetti atti ad offendere e di qualunque strumento di coazione fisica». «Il personale addetto ai servizi è iscritto in apposito elenco, tenuto anche in forma telematica dal prefetto competente per territorio». Un decreto del Ministro dell'interno, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, fisserà i requisiti per l'iscrizione nell'elenco nonché le modalità per la selezione e la formazione del personale. Chi non risponde ai requisiti fissati non potrà svolgere l’attività a rischio di una multa da 1.500 a 5.000 euro, che vale anche per chi impiega personale non autorizzato.

Bombolette antiaggressione. La legge attribuisce al Ministro dell’interno il compito di definire le caratteristiche tecniche degli strumenti di autodifesa che nebulizzano un prodotto naturale a base di olio di peperoncino e «che non abbiano l’attitudine a recare offesa alla persona». Il Ministero dell’Interno è autorizzato ad emanare il relativo regolamento -di concerto con il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali- entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge.

Ritiro della patente di guida. «È sempre disposta la confisca amministrativa del veicolo intestato al conducente sprovvisto di copertura assicurativa quando sia fatto circolare con documenti assicurativi falsi o contraffatti». Inoltre, a chi falsifica i documenti assicurativi viene sospesa la patente per un anno. Con la modifica di varie norme del codice della strada, nel caso di guida in stato di alterazione per uso di alcool o sostanze stupefacenti, è previsto un raddoppio della durata della sospensione della patente se il veicolo con il quale è stato commesso il reato appartiene a persona estranea al reato; la modifica del testo unico stupefacenti prolunga il termine di possibile sospensione della patente da un anno a tre anni.

Registro dei senza fissa dimora. «La persona che non ha fissa dimora si considera residente nel comune dove ha stabilito il proprio domicilio. La persona stessa, al momento della richiesta di iscrizione, è tenuta a fornire all'ufficio di anagrafe gli elementi necessari allo svolgimento degli accertamenti atti a stabilire l'effettiva sussistenza del domicilio. In mancanza del domicilio, si considera residente nel comune di nascita». Presso il Ministero dell'interno è istituito un apposito registro nazionale delle persone che non hanno fissa dimora.

Le ronde. «I sindaci, previa intesa con il prefetto, possono avvalersi della collaborazione di associazioni tra cittadini non armati al fine di segnalare alle Forze di polizia dello Stato o locali eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio sociale». «I sindaci si avvalgono, in via prioritaria, di quelle costituite tra gli appartenenti, in congedo, alle Forze dell'ordine, alle Forze armate e agli altri Corpi dello Stato». «Le associazioni sono iscritte in apposito elenco tenuto a cura del prefetto, previa verifica da parte dello stesso». Con decreto del Ministro dell'Interno, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, sono determinati gli ambiti operativi delle disposizioni ed i requisiti per l'iscrizione nell'elenco.

Contro la criminalità organizzata - Lavori pubblici. Nell’azione di prevenzione delle infiltrazioni mafiose, «il prefetto può disporre accessi ed accertamenti nei cantieri delle imprese interessate all’esecuzione di lavori pubblici». Modificando il codice dei contratti pubblici, vengono esclusi dalla partecipazione alle gare soggetti che, essendo stati vittime di concussione o estorsione aggravata, non risultino aver denunciato i fatti all’autorità giudiziaria.

Contro la criminalità organizzata - 41-bis. La modifica dell’art. 41-bis dell’ordinamento penitenziario riconosce al Ministro dell'Interno il potere di richiedere al Ministro della giustizia l'emissione del provvedimento che dispone il regime carcerario speciale; la durata del provvedimento viene innalzata a 4 anni (attualmente va da un minimo di un anno ad un massimo di due); la proroga potrà essere biennale (oggi è annuale), disposta solo quando risulta che la capacità di mantenere collegamenti con l'associazione criminale, terroristica o eversiva non è venuta meno. La legge, inoltre, punisce con la reclusione chi consente a un detenuto sottoposto al regime carcerario speciale di comunicare con altri in elusione delle prescrizioni imposte.
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Reato di clandestinità. La legge classifica l’ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato come contravvenzione, con un’ammenda da 5.000 a 10.000 euro. Non è previsto il carcere, ma non è possibile applicare l’articolo 162 del codice penale (Oblazione nelle contravvenzioni), perciò il pagamento di una somma di denaro non estingue il reato. Ai fini dell'esecuzione dell'espulsione dello straniero denunciato per il reato di clandestinità non è richiesto il rilascio del nulla osta da parte dell'autorità giudiziaria competente all'accertamento del reato. Il questore comunica all'autorità giudiziaria l'avvenuta esecuzione dell'espulsione. Il giudice, acquisita la notizia dell'esecuzione dell'espulsione o del respingimento, pronuncia sentenza di non luogo a procedere. Se tuttavia lo straniero rientra illegalmente nel territorio dello Stato prima che sia decorso il termine previsto (di solito dieci anni, ma mai meno di cinque) viene applicato l’articolo 345 c.p.p., relativo alla riproponibilità dell’azione penale per il medesimo fatto e nei confronti della medesima persona pur in presenza di una sentenza di non luogo a procedere.

Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. È favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ogni atto diretto «a procurare illegalmente l’ingresso nel territorio dello Stato od in altro Stato del quale la persona non è cittadina o non ha titolo di residenza permanente», nonché la condotta di chiunque promuove, dirige, organizza, finanzia o effettua il trasporto di stranieri nel territorio dello Stato, in violazione delle disposizioni contenute nel testo unico dell’immigrazione (D.Lgs 25 luglio 1998, n. 286). Per quanto riguarda la pena, è confermata la reclusione da uno a cinque anni e una pena pecuniaria di 15.000 euro per ogni clandestino di cui si sia favorita l’immigrazione. Rispetto alla norma precedente, che prevedeva una multafino a 15.000 euro a persona, viene eliminata ogni valutazione discrezionale da parte del giudice.

Rischia il carcere chi affitta ai clandestini. «Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque a titolo oneroso, al fine di trarre ingiusto profitto, dà alloggio ovvero cede, anche in locazione, un immobile ad uno straniero che sia privo di titolo di soggiorno al momento della stipula o del rinnovo del contratto di locazione, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni».

Fondo per i rimpatri. «È istituito, presso il Ministero dell'interno, un Fondo rimpatri finalizzato a finanziare le spese per il rimpatrio degli stranieri verso i Paesi di origine ovvero di provenienza». Nel Fondo confluiscono la metà del gettito del contributo per il rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno, nonché i contributi eventualmente disposti dall'Unione europea per le finalità del Fondo medesimo. La quota residua è assegnata al Ministero dell'Interno, per gli oneri connessi alle attività istruttorie inerenti al rilascio e al rinnovo del permesso di soggiorno.

Contrasto ai clandestini presenti sul territorio - Il permesso di soggiorno per gli atti di stato civile. Il permesso di soggiorno dovrà essere esibito oltre che per il rilascio di licenze, autorizzazioni, iscrizioni ed altri provvedimenti di interesse dello straniero (come già previsto dal Testo unico sull’immigrazione) anche per gli atti di stato civile o relativi all’accesso a pubblici servizi. Nella definizione di atti di stato civile sono compresi documenti quali gli atti di acquisto della cittadinanza, gli atti di nascita, filiazione e adozione, gli atti di matrimonio, di morte. Tra i pubblici servizi ad accesso individuale sono annoverati i servizi sociali, sanitari, scolastici e i servizi pubblici locali (trasporto pubblico locale, erogazione di energia elettrica, gas, acqua, ecc.).

Contrasto ai clandestini presenti sul territorio - La denuncia degli agenti. Gli agenti in attività finanziaria che prestano servizi di trasferimento fondi (money transfer) acquisiscono e conservano per dieci anni copia del permesso di soggiorno se chi ordina l'operazione è un cittadino extracomunitario. In mancanza del titolo gli agenti effettuano, entro dodici ore, apposita segnalazione all'autorità locale di pubblica sicurezza, trasmettendo i dati identificativi del soggetto. Il mancato rispetto di tale disposizione è sanzionato con la cancellazione dall'elenco degli agenti in attività finanziaria.

I centri di identificazione ed espulsione. Sarà possibile prorogare sino ad un massimo di 180 giorni il periodo di trattenimento degli immigrati clandestini nei centri di identificazione ed espulsione (CIE). La norma si applica anche agli stranieri già presenti nei CIE alla data di entrata in vigore della legge.

Limitazione del divieto di espulsione. La legge limita il divieto di espulsione e di respingimento degli stranieri conviventi con parenti italiani, ai soli parenti entro il secondo grado, invece del quarto.

Verifica della casa. La legge prevede che a seguito dell’iscrizione anagrafica e delle richieste di variazione, gli uffici comunali possano procedere alla verifica delle condizioni igienico-sanitarie dell’immobile in cui si intende fissare la propria residenza. La norma fa riferimentoall’Ordinamento delle anagrafi della popolazione residente del 1954.
Per lo straniero che richiede il ricongiungimento familiare i requisiti di idoneità igienico-sanitaria dell’alloggio non vengono più accertati dall'Azienda unità sanitaria locale, ma dai competenti uffici comunali, insieme con l’idoneità abitativa.

Permesso di soggiorno più difficile. Permesso ‘a punti’. Con modifica del testo unico sull’immigrazione, viene introdotta la definizione del concetto di “integrazione” e prevede, ai fini del rilascio del permesso di soggiorno, l’obbligo per lo straniero di stipulare un “accordo di integrazione”, articolato su crediti, la cui disciplina è rimessa a un regolamento da emanare. La perdita integrale dei crediti comporta la revoca del titolo di soggiorno e l’espulsione amministrativa dello straniero.

Costi e tempi del rilascio del permesso. La richiesta di rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno prevede un versamento di un contributo tra 80 e 200 euro, il cui ammontare sarà stabilito dal Ministro dell’Economia. È previsto un unico termine - 60 giorni prima della scadenza - per la richiesta di rinnovo.

Test di italiano. «Il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo è subordinato al superamento, da parte del richiedente, di un test di conoscenza della lingua italiana, le cui modalità di svolgimento sono determinate con decreto del Ministro dell'Interno, di concerto con il Ministro dell'Istruzione, dell'università e della ricerca».

Condizioni più restrittive per l’ingresso. Alle condizioni che impediscono l’ingresso dello straniero in Italia vengono aggiunte le condanne con sentenza non definitiva e la condanna definitiva per reati in materia di tutela del diritto d’autore e contraffazione di marchi o prodotti industriali.

Dopo il matrimonio due anni per diventare cittadino italiano. Passa da sei mesi a due anni il periodo di residenza in Italia necessario dopo il matrimonio per lo straniero che sposi un cittadino italiano. Resta di tre anni per lo straniero residente all’estero. In entrambi i casi il periodo viene dimezzato in presenza di figli nati ‘dai coniugi’. Per contrarre matrimonio lo straniero deve esibire « un documento attestante la regolarità del soggiorno nel territorio italiano». Le istanze o dichiarazioni di elezione, acquisto, riacquisto, rinuncia o concessione della cittadinanza sono soggette al pagamento di un contributo di importo pari a 200 euro.

Status di rifugiato. Nella disciplina per la concessione del riconoscimento dello status di rifugiato vengono modificate le procedure per il ricorso giurisdizionale contro le decisioni relative alle domande di riconoscimento, per trasferire alcune prerogative (obbligo di notifica, possibilità di stare in giudizio) dalla Commissione nazionale per il diritto d’asilo al Ministero dell’Interno che le svolge tramite la Commissione stessa.

FONTE

Manifestazione al Senato contro il pacchetto sicurezza

Alla manifestazione davanti al Senato RESPINGIAMO IL PACCHETTO SICUREZZA! Mercoledì 1 luglio, 2009 Edgar Galiano - (comitato migranti) - parla dello sfruttamento come principio motore di queste sc...

Quando i clandestini eravamo noi

Quando i clandestini eravamo noi

AUTORE DEL L'ARTICOLO


Aldo Maturo

Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si pr

esentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.

Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali". "Propongo

che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano purchè le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione".

Da una relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912.

Non ci andava meglio in Svizzera, negli anni ’70 con i leader che scrivevano: “Le mogli e i bambini degli immigrati? Sono braccia morte che pesano sulle nostre spalle. Che minacciano nello spettro d’una congiuntura lo stesso benessere dei cittadini. Dobbiamo liberarci del fardello». «Dobbiamo respingere dalla nostra comunità quegli immigrati che abbiamo chiamato per i lavori più umili e che nel giro di pochi anni, o di una generazione, dopo il primo smarrimento, si guardano attorno e migliorano la loro posizione sociale. Scalano i posti più comodi, studiano, s’ingegnano: mettono addirittura in crisi la tranquillità dell’operaio svizzero medio, che resta inchiodato al suo sgabello con davanti, magari in poltrona, l’ex guitto italiano».

In quegli anni – ieri rispetto alla Storia - in Svizzera c’erano circa 30.000 bambini italiani clandestini, portati di nascosto dai genitori siciliani e veneti, calabresi e lombardi, a dispetto delle rigorose leggi elvetiche contro i ricongiungimenti familiari, genitori terrorizzati dalle denunce dei vicini che raccomandavano perciò ai loro bambini: non fare rumore, non ridere, non giocare, non piangere.

Prima degli anni ’50 gli italiani andavano a Bucarest per lavorare nelle fabbriche e nelle miniere e alla scadenza del permesso di soggiorno restavano in Romania, clandestini. Nel 1942 il Ministro dell’Interno fu costretto ad inviare a tutti i Questori una circolare con la quale li si invitava a non far espatriare gli italiani in Romania.

In India, nel 1893, il console italiano scriveva a Roma per dire che in quella città tutti quelli che sfruttavano la prostituzione venivano chiamati “italiani”.

Tra la prima e la seconda guerra mondiale molti italiani andavano in America con passaporti falsi o biglietti inviati da pseudo parenti italo americani. In realtà una volta sbarcati li attendevano turni di lavoro massacranti perché ripagassero, senza stipendio, il costo di quel viaggio della speranza.

Non sono aneddoti. E’ storia, tratta dalla Mostra “Tracce dell’emigrazione parmense e italiana fra il XVI e XX secolo” (Parma, 15 aprile 2009).

Gian Antonio Stella, nel suo bellissimo libro “Quando gli albanesi eravamo noi”, ci ricorda che “….Quando si parla d’immigrazione italiana si pensa solo agli ’zii d’America’, arricchiti e vincenti, ma nessuno vuole sapere che la percentuale di analfabeti tra gli italiani immigrati nel 1910 negli USA era del 71% o che gli italiani costituivano la maggioranza degli stranieri arrestati per omicidio” o ancora che il primo attentato nella storia con un’auto imbottita di esplosivo è stato fatto a New York, non da terroristi ma da criminali italiani contro una banda avversaria.

Forse ci ricordano che la nostra Terra gira, gira velocemente nello spazio e nel tempo creando nuovi ricchi ed ammassando nuovi poveri. I ruoli si invertono ma i clandestini restano anche se hanno un colore diverso. Fuggono da Paesi in cui l’unica prospettiva è morire per fame o morire per guerre volute da altri. Ed allora questa gente può solo correre, correre, correre impazzita verso il nord, verso il mediterraneo, verso quelli che credono essere orizzonti migliori.

FONTE

Brazil's Lula scolds rich nations on migration

Brazil's Lula scolds rich nations on migration

Brazil's Lula scolds rich nations on migration AFP/File – Brazilian President Luiz Inacio Lula da Silva (pictured on June 29) issued a law giving tens of thousands …

RIO DE JANEIRO (AFP) – Brazilian President Luiz Inacio Lula da Silva issued a law giving tens of thousands of undocumented immigrants legal status and criticized rich nations for taking a tough stance against illegal migrants.

He also once again blamed the global economic crisis on "men with blue eyes," a controversial accusation that he first leveled during a meeting in March with British Prime Minister Gordon Brown.

His advisors have said the expression was a "metaphor."

"Blame for the crisis that was provoked by men with blue eyes must not fall on the blacks, the Indians, and the poor of the world," Lula said during a speech in Brasilia on Thursday.

He also accused European countries, without naming any in particular, of toughening immigration rules, which he deemed "unjust."

"In our eyes, repression, discrimination and intolerance do not address the root of the problem," he said.

"Illegal immigration is a humanitarian question that should not be confused with criminality," added the Brazilian leader, who was wearing the traditional clothes of Bolivia and Paraguay, the home countries of many of Brazil's immigrants.

The law issued by Lula allows all undocumented foreigners who entered Brazil before last February to obtain two-year provisional residency permits that can be made permanent.

All recipients will be entitled to work and receive public education and healthcare.

Brazil's Justice Department says there are around 60,000 undocumented foreigners in the country, but non-governmental groups believe the number could be as high as 200,000 illegal immigrants, with most coming from Latin America and China.

lunedì 29 giugno 2009

HONDURAS DEFENDS ITS DEMOCRACY Fidel Castro and Hillary Clinton object.


HONDURAS DEFIENDE SU DEMOCRACIA

HONDURAS DEFENDS ITS DEMOCRACY

Fidel Castro and Hillary Clinton object.

By MARY ANASTASIA O’GRADY

Hugo Chávez’s coalition-building efforts suffered a setback yesterday when the Honduran military sent its president packing for abusing the nation’s constitution.

It seems that President Mel Zelaya miscalculated when he tried to emulate the success of his good friend Hugo in reshaping the Honduran Constitution to his liking.

But Honduras is not out of the Venezuelan woods yet. Yesterday the Central American country was being pressured to restore the authoritarian Mr. Zelaya by the likes of Fidel Castro, Daniel Ortega, Hillary Clinton and, of course, Hugo himself. The Organization of American States, having ignored Mr. Zelaya’s abuses, also wants him back in power. It will be a miracle if Honduran patriots can hold their ground.

That Mr. Zelaya acted as if he were above the law, there is no doubt. While Honduran law allows for a constitutional rewrite, the power to open that door does not lie with the president. A constituent assembly can only be called through a national referendum approved by its Congress.

But Mr. Zelaya declared the vote on his own and had Mr. Chávez ship him the necessary ballots from Venezuela. The Supreme Court ruled his referendum unconstitutional, and it instructed the military not to carry out the logistics of the vote as it normally would do.

The top military commander, Gen. Romeo Vásquez Velásquez, told the president that he would have to comply. Mr. Zelaya promptly fired him. The Supreme Court ordered him reinstated. Mr. Zelaya refused.

Calculating that some critical mass of Hondurans would take his side, the president decided he would run the referendum himself. So on Thursday he led a mob that broke into the military installation where the ballots from Venezuela were being stored and then had his supporters distribute them in defiance of the Supreme Court’s order.

The attorney general had already made clear that the referendum was illegal, and he further announced that he would prosecute anyone involved in carrying it out. Yesterday, Mr. Zelaya was arrested by the military and is now in exile in Costa Rica.

It remains to be seen what Mr. Zelaya’s next move will be. It’s not surprising that chavistas throughout the region are claiming that he was victim of a military coup. They want to hide the fact that the military was acting on a court order to defend the rule of law and the constitution, and that the Congress asserted itself for that purpose, too.

Mrs. Clinton has piled on as well. Yesterday she accused Honduras of violating “the precepts of the Interamerican Democratic Charter” and said it “should be condemned by all.” Fidel Castro did just that. Mr. Chávez pledged to overthrow the new government.

Honduras is fighting back by strictly following the constitution. The Honduran Congress met in emergency session yesterday and designated its president as the interim executive as stipulated in Honduran law. It also said that presidential elections set for November will go forward. The Supreme Court later said that the military acted on its orders. It also said that when Mr. Zelaya realized that he was going to be prosecuted for his illegal behavior, he agreed to an offer to resign in exchange for safe passage out of the country. Mr. Zelaya denies it.

Many Hondurans are going to be celebrating Mr. Zelaya’s foreign excursion. Street protests against his heavy-handed tactics had already begun last week. On Friday a large number of military reservists took their turn. “We won’t go backwards,” one sign said. “We want to live in peace, freedom and development.”

Besides opposition from the Congress, the Supreme Court, the electoral tribunal and the attorney general, the president had also become persona non grata with the Catholic Church and numerous evangelical church leaders. On Thursday evening his own party in Congress sponsored a resolution to investigate whether he is mentally unfit to remain in office.

For Hondurans who still remember military dictatorship, Mr. Zelaya also has another strike against him: He keeps rotten company. Earlier this month he hosted an OAS general assembly and led the effort, along side OAS Secretary General José Miguel Insulza, to bring Cuba back into the supposedly democratic organization.

The OAS response is no surprise. Former Argentine Ambassador to the U.N. Emilio Cárdenas told me on Saturday that he was concerned that “the OAS under Insulza has not taken seriously the so-called ‘democratic charter.’ It seems to believe that only military ‘coups’ can challenge democracy. The truth is that democracy can be challenged from within, as the experiences of Venezuela, Bolivia, Ecuador, Nicaragua, and now Honduras, prove.” A less-kind interpretation of Mr. Insulza’s judgment is that he doesn’t mind the Chávez-BLOCKED coup.

The struggle against chavismo has never been about left-right politics. It is about defending the independence of institutions that keep presidents from becoming dictators. This crisis clearly delineates the problem. In failing to come to the aid of checks and balances, Mrs. Clinton and Mr. Insulza expose their true colors.

OBAMA, CHAVEZ Y CASTRO SE UNEN EN LA LUCHA PARA DESTRUIR LA DEMOCRACIA EN HONDURAS

NOTIZIA

sabato 27 giugno 2009

GERMANIA 9 vs ITALIA 1


26 Giugno 2009

Calcio - Europeo Under 21: Italia in campo per riscrivere la storia

di Giorgio Coluccia


Nell'universo del calcio italiano che perde fascino, appeal, campioni e trofei, c'è un'eccezione, una bella realtà chiamata Under 21. Che stasera s'incontra con la storia, per l'ennesima volta. I numeri parlano chiaro: sarà la decima semifinale continentale negli ultimi 25 anni, in palio c'è la finalissima di Malmoe, potrebbe essere la settima d'un trofeo che abbiamo portato a casa già 5 volte dal '92 ad oggi. L'ultima volta lo facemmo proprio in Germania, in casa di coloro che andiamo a sfidare stasera (dove peraltro, due anni, fa Lippi e ragazzi vissero l'apoteosi mondiale) Goie, ricordi, speranze, l'ennesimo entusiasmante capitolo azzurro passa stavolta da Helsinborg, dai piedi d'una generazione che punta a coronare al meglio la fine dell'avventura con addosso la maglia dell'Italia giovane.

Italia-Germania, ancora un altro intenso capitolo, la classica puntata d'una saga infinita. La affrontiamo con consapevolezza e fiducia, ma anche con il brio e l'imprevedibilità che contraddistingue il team di Casiraghi, costretto a rinunciare a due pezzi notevoli come lo squalificato Marchisio e l'infortunato De Ceglie. Nel corso del pomeriggio, il selezionatore italiano scioglierà le riserve in mediana, non metterà certo da parte il 4-3-3, ma dovrà decidere se fare dell'offensività ancor di più il fiore all'occhiello d'una formazione costruita per far male. Il contenimento di Morosini o le "infilate" di Candreva? Solo uno dei due indosserà la maglia da titolare nel trio di partenza già composto dal metronomo Cigarini e da Dessena, altra pedina votata all'attacco più che alla difesa. Poi il solito quartetto di difesa e il tris d'assi la davanti, a cui s'affidano tutte, o quasi, le speranze d'approdo alla finalissima di lunedì prossimo. Lo juventino Giovinco, il goleador Acquafresca e il rientrante Balotelli. Non è nella natura dell'interista, ma per fare la differenza dovrà usare il fioretto e stavolta sarà costretto: é diffidato, un altro giallo gli farebbe perdere l'eventuale atto clou.


"Voglio la finale per questo splendido gruppo" ha rilanciato alla vigilia mister Casiraghi, giunto finalmente ad una semifinale da c.t., dopo le delusioni del 2006 e del 2007, oltre alla scottatura olimpica dell'anno passato. "Peccato per le assenze, visto che De Ceglie e Marchisio stavano giocando un grande Europeo, la Germania invece può schierare l’undici migliore. A me interessa l’atteggiamento. Voglio vedere la fame di chi punta al traguardo massimo, non la sazietà di chi si accontenta di una semifinale. Se abbiamo provato i rigori? No. Ci esercitiamo sempre e farlo in modo diverso proprio ora non piace ai ragazzi, molti dei quali sono scaramantici". Ovviamente occhi puntati su Balotelli: "Mi aspetto che faccia la sua gara, esprima il proprio talento e segni". spiega Casiraghi "Mario va lasciato tranquillo, già subisce tante pressioni esterne".


Di fronte ci saranno i tedeschi (in campo con un 4-4-2 che nel dispiegamento diventa un velenoso 4-2-3-1), temibili e attrezzati, ma anche tutti particolari per il fatto che degli 11 titolari ben 9 hanno il doppio passaporto: solo il portiere Neuer e il centrale Howedes sono 100% teutonici. Fra gli altri, da annotare il nigeriano Aogo, il tunisino Kedhira, lo spagnolo Castro e soprattutto il 21enne Mesut Özil, nato da genitori turchi e indiziato numero uno per diventare il vero sostituto di Diego al Werder Brema. Stasera il pericolo numero uno sarà proprio il giovanotto di Gelsenkirchen. Una delle tante insidie sulla strada della gloria che porta a Malmoe.

Le probabili formazioni:

Italia (4-3-3): Consigli, Motta, Bocchetti, Andreolli, Criscito, Dessena, Cigarini, Candreva (Morosini), Balotelli, Giovinco, Acquafresca. All.: Casiraghi

Germania (4-4-2): Neuer, Beck, Boateng, Howedes, Boenisch, Castro, Aogo, Khedira, Marin, Ozil, Dejagah. All.: Hrubesch

Arbitro: Proenca (Portogallo)

FONTE

giovedì 25 giugno 2009

Berlusconi whispers grow louder

Berlusconi whispers grow louder

By Guy Dinmore in Rome

Published: June 25 2009 03:00 | Last updated: June 25 2009 03:00

Silvio Berlusconi's close supporters deny there will be any fuggi fuggi - rush to the exit - in the wake of highly-publicised scandals surrounding his private life, but senior allies in Italy's centre-right coalition are already contemplating a political future without their long-time leader.

Well-placed government sources, speaking on condition of anonymity, stress that they do not see the 72-year-old media tycoon and three-time prime minister resigning soon. Yet key ministers are starting to position themselves in the event that more damaging revelations might lead him to step down.

"This is a completely new scenario. The sands are shifting," one official said, looking back at the past two months since news broke about Mr Berlusconi's friendship with an 18-year-old would-be model and the subsequent declaration by his wife, Veronica Lario, that she wanted to divorce the man who "frequents minors".

An aide to Mr Berlusconi - maintaining the official position that the "scandals" are a fabrication and conspiracy involving opposition parties, newspapers and politically-motivated magistrates - said the cabinet fears prosecutors would time the announcement of an official investigation into the prime minister just as he is hosting world leaders at the Group of Eight summit next month.

Parallels are being drawn with 1994 when a court served notice that Mr Berlusconi was under investigation for corruption while he was leading a United Nations conference on crime. His government collapsed a month later when the Northern League pulled out of his coalition.

G8 foreign ministers preparing for the summit start a two-day meeting in Italy this evening.

Mr Berlusconi yesterday fought back against the drip-drip of revelations in an interview with Chi, part of his stable of magazines. He said he had no memory of the name or face of Patrizia D'Addario who alleges she was among women paid by a businessman to attend parties at Mr Berlusconi's private residences and had spent the night of the US elections in November last year at his Rome mansion.

Mr Berlusconi said he had never paid a woman for sex.

In the course of intercepting telephone calls made by Giampaolo Tarantini, a medical services businessman suspected of corruption in gaining health sector contracts, prosecutors in the port city of Bari started investigating whether he had procured prostitutes.

Mr Tarantini has been quoted as denying the accusations, saying he just paid their expenses. Mr Berlusconi said Mr Tarantini was introduced to him as a respectable entrepreneur last year.

Ministers fear that Ms D'Addario's claims to have pictures and tapes of her encounter with Mr Berlusconi might prove to be true and damaging, or that allegations surrounding Mr Tarantini will widen.

Key dynamics have changed, government sources say. First is the sense that Mr Berlusconi's perceived ambitions to move on from being prime minister to head of state have been dashed. Secondly, European elections this month showed that voters are shifting away. Lastly, Italy's international image has been diminished, and Roman Catholic clerics are exerting pressure.

Despite his image of the billionaire patron spoiling friends with gifts and lavish parties, allies portray him as isolated, with no one daring to offer personal advice. In his melancholic interview with Chi, Mr Berlusconi recalls that over the year his mother and sister have passed away, and he has lost the wife he loved.

Charismatic and rich, Mr Berlusconi is the glue that has kept his disparate coalition together. He has no obvious successor. His new party, People of Liberty, has no deputy leader.

Ministers are falling into several camps. Those whose futures depend on Mr Berlusconi surviving are vocal in defending him - including Maurizio Sacconi (welfare), Claudio Scajola (economic development) and Franco Frattini (foreign).

Women groomed by Mr Berlusconi - including Mara Carfagna (equal opportunities minister) and Stefania Prestigiacomo (environment) - are loyal, but in the current circumstances find it difficult to speak out.

Then there are key figures who have largely kept silent or distanced themselves, seeing a future beyond Mr Berlusconi, while hoping any succession will be orderly.

Gianni Letta, cabinet under-secretary, is closest to Mr Berlusconi and is effectively acting as prime minister, running affairs as his boss spends time fighting his problems. Giulio Tremonti, finance minister, has the advantage of close ties with the Northern League. Gianfranco Fini, speaker of parliament, is cultivating a respectable statesman image.

But like a Middle Eastern potentate who cannot afford to leave the scene, officials note one serious obstacle to resignation, apart from Mr Berlusconi's renowned doggedness. His immunity from prosecution, granted by his large majority in parliament, lasts only as long as he stays in office

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