lunedì 1 settembre 2008

VIAGGIARE CON RICEVUTA POSTALE O CEDOLINO

Dal 1° agosto 2008 al 31 gennaio 2009 i cittadini in attesa di regolarizzazione del permesso di soggiorno possono transitare nell'area Schengen

La facilitazione consente agli stranieri, in possesso della ricevuta di presentazione dell'istanza a Poste Italiane, di recarsi nei Paesi di origine e poi di rientrare in Italia

Come ogni anno, la direzione centrale dell'Immigrazione e della Polizia delle frontiere ha previsto una serie di facilitazioni temporanee per il transito dei cittadini stranieri regolarmente presenti sul territorio nazionale, concesse dal Consiglio e dalla Commissione europea.

Possono usufruirne i cittadini che hanno presentato richiesta di rinnovo del titolo di soggiorno o che hanno presentato istanza di primo rilascio per motivi di lavoro o per ricongiungimento familiare.

Dal 1° agosto 2008 al 31 gennaio 2009, gli stranieri provenienti dall'Italia o diretti verso l'Italia, potranno transitare attraverso le frontiere terrestri, marittime e aeree dei paesi Schengen se in possesso: della ricevuta di Poste Italiane S.p.a. attestante l'avvenuta presentazione della richiesta di rinnovo del titolo di soggiorno, del passaporto in corso di validità, o del documento di viaggio equipollente, e del titolo di soggiorno scaduto.

I cittadini stranieri potranno così recarsi nei Paesi di origine e successivamente rientrare in Italia.
Il personale preposto ai controlli di frontiera dovrà procedere alla timbratura del documento di viaggio e della ricevuta, esibiti dal titolare, all'atto dell'uscita e del rientro in Italia.

http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/immigrazione/0750_2008_07_30_permesso_rientro_frontiera.html

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Chukwubike Okey C.

Operazione antiprostituzione a Roma, sgominata una banda di romeni

28.08.2008

Maroni: «E' la conferma che la collaborazione con la polizia rumena è la strada lungo la quale proseguire per combattere il racket». I sei arrestati dalla Squadra Mobile sfruttavano tra l'Italia ed altri paesi quasi un centinaio di donne

La Squadra Mobile di Roma, in collaborazione con la Polizia romena, ha sgominato una delle più pericolose organizzazioni criminali dedite allo sfruttamento della prostituzione: 6 le ordinanze di custodia cautelare eseguite nei confronti di altrettanti cittadini romeni, accusati di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione.

Operazione della Squadra Mobile di RomaIl ministro dell'Interno Roberto Maroni si è complimentato con il Capo della Polizia Antonio Manganelli: «L'operazione condotta di concerto con le Autorità rumene è la conferma che la collaborazione con la polizia rumena è la strada lungo la quale proseguire per combattere il racket della prostituzione»

Le indagini della Polizia, iniziata nel luglio del 2007 dopo un regolamento di conti tra cittadini romeni per il controllo del mercato della prostituzione a Roma, sono state condotte in stretta collaborazione con gli agenti della polizia romena: tra l'Italia ed altri paesi la banda gestiva quasi un centinaio di donne sfruttate. L'organizzazione criminale regolava i rapporti con le altre gang suddividendosi il territorio e sottoponendo eventuali conflitti ad una commissione che imponeva multe e dettava regole.

http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/2100_500_ministro/0737_2008_08_28_operazione_antiprostituzione.html

domenica 31 agosto 2008

ITALIA E LIBIA

L'amicizia libica costa cinque miliardi di dollari


Scritto da Angelo D'Addesio
domenica 31 agosto 2008
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E' stata un'amicizia dura da conquistare quella fra l'Italia e la Libia, ma a quanto pare sembra sancita definitivamente dal Trattato di Amicizia e Cooperazione, a suon di miliardi di dollari, ben 5, che l'Italia sborserà in modo scaglionato per i prossimi 25 anni al paese africano, come risarcimento compensativo per la pesante aggressione subita nel 1911 e perpetuata fino al 1943, durante gli anni del dominio coloniale.

In questo accordo Muammar Gheddafi ha sfogato tutto il sentimento di umiliazione suo e della popolazione libica, uccisa durante il biennio 1911-1912 in sanguinosissime battaglie nel deserto, oppure deportata nella repressione che ne seguì, in cui il 50% della popolazione civile furono spinti alla prigionia, alla fuga nel deserto ed al confino nelle isole italiane, tra cui numerosi parenti del leader libico, come il nonno ferito a morte ed il padre gravemente menomato. Eppure questo accordo sancisce anche il definitivo rientro della Libia nel panorama delle potenze africane emergenti sul piano economico, energetico oltre che storico, al fianco dell'Egitto, della Nigeria e del Sudafrica.

Dopo il grande isolamento, l'avversione degli Usa, gli anni della guerra fredda, oggi la Libia può contare sulla riappacificazione statunitense, su un seggio provvisorio all'Onu e sul rapporto di timore/rispetto con l'Unione Europea. Il rapporto con l'Italia, poi, è dettato da interessi reciproci che vanno molto al di là dei semplici corsi e ricorsi storici. L'accordo sottoscritto dal premier Berlusconi a Tripoli, configura non solo un risarcimento danni ma rafforza anche la serie di notevoli investimenti italiani in Libia: la costruzione della grande autostrada litoreanea Tripoli-Bengasi, lunga 2000 km per un costo di 6 miliardi, ricalcante la vecchia Via Balbia, la prima grande strada in Africa, di ideazione italiana, che unificava la Tripolitania e la Cirenaica, la costruzione lungo il tragitto di numerose infrastrutture, la costruzione di due nuovi grandi ospedali, la predisposizione di un piano di miglioramento scolastico con borse di studio per studenti libici in Italia ed indennizzi per mutilati di guerra e la restituzione delle opere d'arte trafugate in Italia, fra cui la Venere di Cirene, già consegnata durante l'incontro ed oggetto di un contenzioso chiusosi in favore libico, con una sentenza del Consiglio di Stato, il giugno scorso. Passi in avanti anche per la restituzione dei visti per i 20.000 italiani cacciati dalla Libia dopo il golpe nel 1970, sebbene i rimpatriati non siano del tutto in sintonia con la scelta del governo.

Dietro tutto questo, il cartello delle grandi imprese energetiche ed edili impegnate in fruttuosi accordi ed il rafforzamento del partenariato sull'immigrazione. Proprio lo scorso anno l'ENI ha ottenuto il rinnovo per 25 anni delle concessioni per l'estrazione di gas e petrolio e la medesima si farà carico dei costi per la costruzione di autostrada ed altre infrastrutture. Altri lavori coinvolgeranno Impregilo, Finmeccanica, perfino l'Università di Palermo che ha instaurato preziosi rapporti con quella di Bengasi. Infine l'ultimo grande contrappeso per l'Italia è il rafforzamento dell'accordo sottoscritto da Amato nel 2007, ovvero pattugliamenti congiunti di Italia e Libia nel canale di Sicilia e intensificazione dei controlli, anche a mezzo radar, ai confini con Ciad, Niger e Sudan, collaborazioni con guardia costiera e forze dell'ordine.

La guerra ai "mercanti di schiavi" passa per questo accordo, anche se fino ad una settimana fa l'emorragia di immigrati dalla Libia è proseguita ed un peschereccio con 48 persone è partito dalle coste della Tripolitania ed è stato riportato in Libia qualche giorno dopo e la soluzione dei respingimenti in mare non è umanamente la migliore, visto che il regime di Gheddafi non ha di certo mano tenera con i profughi che per legge sono destinati ai centri di detenzione per un certo periodo di tempo, dove solo quest'anno, sono finite 60.000 persone. La speranza è tutta in una cooperazione energetica ed in un aiuto efficace sull'immigrazione, nulla più della linea seguita dai governi precedenti. Solo il tempo potrà dire se sarà valsa la pena e se questo precedente non porterà Eritrea e Somalia in futuro (e non sarebbe uno scandalo, anzi l'Eritrea sembra intenzionata in questa direzione) a seguire l'esempio del vicino libico.

sabato 30 agosto 2008

Il ricongiungimento dei parenti di cittadini italiani

Le leggi:

Le attuali leggi in materia d'immigrazione (legge 30 luglio 2002, n. 189, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 199 del 26 agosto 2002 e successive modifiche), meglio nota come Bossi-Fini che modifica la legge Turco-Napolitano (D.Lgs. 286/98 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 191 del 18 agosto 1998 - Supplemento Ordinario n. 139), stabiliscono puntualmente le regole ed i procedimenti necessari a tutti i cittadini di paesi terzi per l'entrata e la permanenza nel territorio dello Stato italiano.

Le leggi citate impongono gravi limitazioni all'ingresso ed al soggiorno nel territorio dello Stato italiano per tutti i familiari di cittadini di paesi terzi regolarmente soggiornanti nello stesso; ad esempio, non è consentito il ricongiungimento del cittadino di paese terzo con i propri genitori che non abbiano compiuto i 65 anni e con altri figli residenti nel paese d'origine; non è consentito il ricongiungimento del cittadino di paese terzo con i propri figli se di maggiore età, etc. .

Le stesse limitazioni non trovano invece applicazione nel caso di cittadini di Paesi terzi familiari di cittadini italiani/comunitari, come si evince dai seguenti decreti:

  1. Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n. 286, Art. 1 (Ambito di applicazione), comma 2. Il presente testo unico non si applica ai cittadini degli Stati membri dell'Unione europea, se non in quanto si tratti di norme più favorevoli, e salvo il disposto dell'articolo 45 della legge 6 marzo 1998, n. 40.

  2. Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n. 286, Art. 28 (Diritto all'unita' familiare), comma 2. Ai familiari stranieri di cittadini italiani o di uno Stato membro dell'Unione Europea continuano ad applicarsi le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1965, n. 1656, fatte salve quelle più favorevoli della presente legge o del regolamento di attuazione.

  3. Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n. 286, Art. 30 (Permesso di soggiorno per motivi familiari), comma 4. Allo straniero che effettua il ricongiungimento con il cittadino italiano o di uno Stato membro dell'Unione europea, ovvero con straniero titolare della carta di soggiorno di cui all'articolo 9, e' rilasciata una carta di soggiorno.

  4. Il D.P.R. 1656/1965, oggi è sostituito dal DPR 54/2002, Art. 15. (Abrogazioni), comma 1. E' abrogato il decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1965, n. 1656.

  5. Il D.P.R. del 18 gennaio 2002, n. 54, Art. 3 (Diritto al soggiorno), comma 3. Per i soggetti indicati alle lettere a), b) e c) del comma 1, il soggiorno e' altresì riconosciuto, quale che sia la loro cittadinanza, ai coniugi, ai figli di età minore e agli ascendenti e discendenti di tali cittadini e del proprio coniuge, che sono a loro carico, nonché in favore di ogni altro membro della famiglia che, nel Paese di provenienza, sia convivente o a carico del coniuge, degli ascendenti del lavoratore e degli ascendenti del suo coniuge.

  6. Il D.P.R. del 18 gennaio 2002, n. 54, Art. 5 (Richiesta della carta di soggiorno), comma 4. con la domanda, l'interessato può richiedere il rilascio della relativa carta di soggiorno anche per i familiari di cui all'articolo 3, commi 3 e 4, lettera b), quale che sia la loro cittadinanza:

    • il coniuge non legalmente separato ed i figli di eta' inferiore agli anni diciotto;

    • i figli di maggiore eta' a carico, gli ascendenti e discendenti delle persone di cui alla lettera a) e del coniuge che siano a loro carico.

Applicazioni:

    Dall'analisi dettagliata dei decreti di legge citati emerge quanto segue:

    • I familiari di cittadini italiani e dei loro coniugi, qualsiasi sia la loro nazionalità, compresi genitori e figli di maggiore età, propri o del proprio coniuge e che siano a carico dello stesso, senza altre limitazioni, hanno diritto di ingresso nel territorio dello Stato italiano.

    • I familiari di cittadini italiani e del loro coniuge, qualsiasi sia la loro nazionalità, hanno diritto alla carta di soggiorno (CdS) se entrati per ricongiungimento con il cittadino italiano.

    Nota: restano comunque valide le limitazioni di accesso per comprovata pericolosità per lo Stato italiano nei confronti del cittadino straniero, che ne impedirebbero l'ingresso ed il soggiorno sia in materia di ordine pubblico sia sanitario, motivo unico per cui i cittadini di Paesi terzi sono comunque soggetti al rilascio del visto di ingresso.

Esempi pratici:

    • Il coniuge del cittadino italiano, che sia cittadino di Paese terzo, ha diritto al rilascio immediato della Carta di Soggiorno (CdS).

    • Dietro richiesta del cittadino italiano, i genitori del coniuge che sia cittadino di Paese terzo, possono essere ricongiunti nel territorio dello Stato italiano senza dover richiedere il nulla osta alla questura.

    • Su richiesta del cittadino italiano, i figli minori o di maggiore età del coniuge di paese terzo, possono essere ricongiunti senza nessun nulla osta della questura, con il consenso dell'altro genitore o dimostrando la sua assenza.

Carta di Soggiorno:

    La Carta di Soggiorno (CdS) è un documento rilasciato dal Questore che consente ad un cittadino di Paese terzo di soggiornare all'interno del territorio italiano ed ivi entrare ed uscire con condizioni simili a quelle di un cittadino italiano. La CdS consente inoltre l'ingresso nello spazio Scenghen senza bisogno del visto per periodi non superiori a 3 mesi.

    La CdS può essere di due tipologie, la prima a tempo indeterminato (di seguito CdSe), la seconda valida per un periodo di 5 anni e rinnovabile a tempo indeterminato (di seguito CdSc). La CdSe viene rilasciata ai cittadini extracomunitari che dimostrino la loro permanenza sul territorio per un periodo di tempo superiore a 6 anni; accade che la stessa CdSe venga rilasciata erroneamente a cittadini di Paesi terzi familiari di cittadini italiani, i quali hanno invece diritto alla CdSc. I familiari extracomunitari che siano familiari di cittadini italiani, in quanto tali, ereditano tutti i diritti dei cittadini comunitari.

    La CdSc può essere revocata solo per motivi gravi, pertanto la distinzione tra CdSe e CdSc non è solo accademica ed è importante che ai soggetti interessati venga rilasciata l'esatta tipologia.

Esempio pratici:

ricongiungimento dei suoceri minori di 65 anni con altri figli nel paese di origine;

    La richiesta di ricongiungimento deve essere fatta dal cittadino italiano direttamente al consolato italiano del paese terzo dei suoceri, dovranno essere presentati i seguenti documenti:

    • Modulo di domanda visto (richiedere Visto Nazionale tipo D valevole 365 giorni ingressi multipli);

    • Dichiarazione del cittadino italiano che desidera ricongiungere i suoceri;

    • Foto

    • Copia del CdS/PdS del coniuge del cittadino italiano

    • Fotocopia del passaporto dei suoceri

    • Fotocopia del documento di identità del cittadino italiano

    • Estratto dell'atto di matrimonio del cittadino italiano

    • Certificato di nascita con generalità del coniuge del cittadino italiano

    Il visto deve essere rilasciato nella stessa giornata o comunque entro pochi giorni dalla data di richiesta, come previsto dalle disposizioni del MAE in conseguenza delle disposizioni europee.

Le norme di attuazione del D.P.R. 54/2002:

    Voglio sottolineare il fatto che ad oggi non sono state ancora rilasciate le norme di attuazione relative al D.P.R. 54/2002, questo comporta l'attuazione della precedente disposizione del D.P.R. 1656/1965 con la quale non è consentito il ricongiungimento con i fratelli e le sorelle anche per il cittadino italiano.

Terminologia:

  • Cittadino comunitario: Persona che detiene la cittadinanza di un paese dell' Unione Europea;

  • Cittadino di paese terzo: Persona che non detiene la cittadinanza di un paese dell' Unione Europea;

  • Visto: targhetta adesiva da applicare sul passaporto del cittadino di paese terzo che autorizza quest'ultimo all'ingresso sul territorio di un paese dell'Unione Europea.

  • Permesso di soggiorno: Documento che dimostra la facoltà di un cittadino di paese terzo al soggiorno sul territorio nazionale per un periodo limitato di tempo e con alcune limitazioni rispetto al cittadino comunitario:

  • Carta di soggiorno: Documento che dimostra la facoltà di un cittadino di paese terzo (oppure di un cittadino comunitario cittadino di un altro stato membro dell'UE rispetto allo stato emettente la carta di soggiorno) al soggiorno sul territorio nazionale per un periodo prolungato o illimitato di tempo con parità di diritto rispetto ai cittadini comunitari;

  • Cittadino regolarmente soggiornante: Cittadino di paese terzo in possesso di un permesso di soggiorno o di una carta di soggiorno:

  • Ricongiungimento: procedura amministrativa con la quale la famiglia straniera di un residente in Italia (comunitario o di paese terzo) appunto si ricongiunge con quest'ultimo trasferendosi sul territorio nazionale;

“Scritture Migranti”.

29 agosto 2008

Senigallia (Ancona): inizia domenica la rassegna “Scritture Migranti”.
Si svolgerà fino al 13 settembre la terza edizione del festival degli scrittori stranieri immigrati in Italia.


Inizierà domenica 31 agosto a Senigallia (Ancona) il festival “Scritture Migranti” dedicato agli scrittori stranieri immigrati in Italia. La rassegna, giunta alla sua terza edizione, è organizzata da Cvm (Comunità Volontari per il Mondo), Associazione “Luoghi in Comune”, Scuola di Pace “V. Buccelletti” di Senigallia e Centro Servizi per il Volontariato, con la collaborazione del Comune di Senigallia.
Ospiti della manifestazione, in tre diverse giornate, saranno altrettanti scrittori stranieri che, vivendo già da anni in Italia, hanno deciso di realizzare una loro opera letteraria in italiano. Scrivere in inglese o in francese - spiega una nota degli organizzatori - significa farlo per una platea internazionale, comporre in italiano per scrittori migranti significa scrivere a sè stessi, in definitiva forse per poche persone, ma anche porre le basi per una nuova nascita, mettere radici in altro Paese. Il primo scrittore è l'eritreo Hamid Barole Abdu, operatore psichiatrico, saggista e poeta, che ha pubblicato due volumi di poesie (31 agosto). Seguirà il 6 settembre il marocchino Mohammed Lamsuni, poeta e traduttore ora residente a Torino, che collabora con numerosi quotidiani e riviste del suo Paese d'origine. Chiuderà la rassegna il 13 settembre il polacco Olek Mincer, regista e attore teatrale, che ha pubblicato il libro “Varsavia, Via Gerusalemme, 45”.
(Red.)
http://www.immigrazioneoggi.it/daily_news/2008/agosto/29_3.html



giovedì 28 agosto 2008

Tragedia a Malta


Nuova tragedia nel Canale di Sicilia. Recuperati solo otto superstiti
Tra i clandestini finiti in mare anche quattro donne incinte ed un bambino

Immigrazione, tragedia a Malta
Naufraga un gommone: 70 morti

La Guardia Costiera dell'isola:"Soccorsi difficili, andiamo alla cieca"


Immigrazione, tragedia a Malta Naufraga un gommone: 70 morti
LA VALLETTA (MALTA) - Nuova tragedia a largo della costa maltese: 70 clandestini risultano dispersi, mentre otto sono stati recuperati dal motopesca "Madonna di Pompei", a circa 40 miglia a Sud dell'isola. I superstiti, che adesso si trovano nel centro di detenzione di Safi, in un primo momento avevano parlato di 18 compagni finiti in mare e non ritrovati, ma in seguito agli interrogatori è emerso che a bordo del gommone ci sarebbero state 78 persone, tra cui forse otto donne, quattro delle quali incinte, e un bambino.

L'odissea. Dal racconto dei sopravvissuti emerge che il viaggio della speranza ha preso il via dalla coste libiche nove giorni fa, e che nell'ultima settimana i clandestini sono rimasti senza cibo. A causa del mare forza sei, il gommone su cui viaggiavano ha inoltre perso il motore ed è rimasto in balia delle onde: molti extracomunitari sono stati sbalzati fuori dall'imbarcazione o sono morti di stenti.

Le ricerche. Sul posto del recupero le forze armate maltesi hanno inviato due motovedette e un aereo, ma le ricerche sono rese difficili dalle condizioni del mare. "Stiamo facendo tutto il possibile per trovarli - ha dichiarato il generale Carmel Vassallo - Abbiamo risposto subito alla chiamata di soccorso fatta dall'equipaggio del motopesca Madonna di Pompei ed inviato una motovedetta per intercettare i superstiti e portarli verso terra". Il generale prosegue spiegando la difficoltà di trovare il luogo in cui il gommone ha iniziato a imbarcare acqua: "I naufraghi non sono marinai, non hanno modo di indicare il luogo preciso e cercare senza direzioni è come cercare alla cieca".
L'Onu. Laura Boldrini, portavoce dell'Alto Commissariato Onu per i Rifugiati, parla di una tragedia: "Se i numeri fossero confermati, sarebbe una tragedia del mare equiparabile, per il numero delle perdite, a un disastro aereo. Ai sopravvissuti degli incidenti aerei si forniscono cure mediche e supporto psicologico; mentre ai migranti e ai richiedenti asilo non si applica la stessa prassi. Ci auguriamo - chiude la Boldrini - che le ricerche dei dispersi continuino in modo da poter restituire almeno i corpi ai familiari".
I numeri. Secondo le statistiche, nel 2007 circa 1.700 immigrati sono arrivati a Malta. Medici senza frontiere ha recentemente fatto riferimento a un bilancio di 380 clandestini morti nel Canale di Sicilia durante i primi sei mesi di quest'anno, dopo i 500 nel 2007. Per l'associazione Fortress Europa dal 1988 il bilancio nel tratto di mare tra Sicilia e Tunisia sarebbe di 12.566 Morti e di 4.646 dispersi.

TURISTA CON VELO LASCIATA FUORI DA MUSEO A VENEZIA

di Luciana Borsatti

ROMA - Velata fino agli occhi. E anche sconcertata. Così deve essere rimasta la turista musulmana che prima si è vista regolarmente rilasciare un biglietto di ingresso ad un museo, e poi è stata invitata a togliersi il niqab o ad uscire, per motivi di sicurezza, da un guardiasala.

Nei cui confronti il responsabile del museo ha annunciato provvedimenti. E' accaduto a Venezia nelle sale di Cà Rezzonico, il palazzo sul Canal Grande che ospita il museo del Settecento veneziano. La donna voleva visitarlo con la figlia e il marito, e alle casse dove ha pagato il biglietto non vi è stata alcuna obiezione. Ma quando è salita ai piani superiori ha trovato la resistenza di un guardiano, che l'ha invitata a togliersi il velo oppure ad uscire. E lei è uscita. Il conservatore del museo Filippo Pedrocco ha preso le distanze dall'episodio e si é scusato: "E stata la libera iniziativa di un guardiano, che ha commesso un grave errore - ha dichiarato - prenderemo provvedimenti". Per questioni di sicurezza a Carnevale, per esempio, le persone che entrano mascherate vengono invitate a scoprirsi il volto, ma la regola va interpretata e in questo caso, dice, "la signora aveva tutto il diritto di visitare il museo".

Non la pensa così la deputata del Pdl Suad Sbai, che è anche presidente delle donne marocchine e ha lavorato alla Federazione dei musulmani moderati nell'ambito della Consulta per l'Islam. "In Italia esiste dal 1975 una legge che vieta di girare con il volto coperto - sottolinea, in merito all'art.5 della legge Reale sull'ordine pubblico - e bene ha fatto quel guardiano a farla rispettare". "Ho letto che prenderanno provvedimenti contro il sorvegliante - prosegue - ma ha la mia solidarietà. E' il responsabile del museo che sbaglia, e che è meno informato. Se una regola vale per le maschere a Carnevale, deve valere sempre. E le regole vanno fatte conoscere".

Giudizio meno netto dal presidente degli Intellettuali Musulmani Ahmad Gianpiero Vincenzo, già direttore del Dipartimento Dialogo Interreligioso presso il Gruppo Misto al Senato. "Un tipico pasticciaccio all'italiana", commmenta, sottolineando che le contraddizioni dell'episodio derivano dal fatto che non c'é chiarezza sulle norme né sulla loro applicazione, e lamentando "il clima di islamofobia" in cui si inserisce. Se vi sono leggi che impediscono di tenere coperto il volto in pubblico, secondo Vincenzo, bisogna distinguere caso per caso.

Ma la stessa flessibilità la chiede anche al mondo musulmano: "La religione non impone alcun obbligo sul velo ". Piuttosto, evidenzia, quello che manca è un quadro normativo generale che, attuando per l'Islam il principio costituzionale dell'intesa dello Stato con le diverse religioni, fornisca anche il contesto per un mutuo accordo sulle regole. "E in questo quadro normativo - osserva - potremmo anche metterci d'accordo sul velo".

http://temporeale.libero.it/libero/fdg/2114279.html

Cento immigrati trasferiti a Roma....

La Repubblica on line

Gli extracomunitari, un centinaio, sono arrivati in gran segreto dal Cpa di Lampedusa
Ora si trovano in un palazzo abbandonato alla Borghesiana. Ma i residenti protestano

Cento immigrati trasferiti a Roma ---Alemanno: "Non ne sapevo nulla"

'Cento

Gianni Alemanno

ROMA - "Non ne sapevo assolutamente nulla". Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, risponde così alle domande sul trasferimento degli immigrati dal Cpa di Lampedusa in un palazzo della Borghesiana, a Roma, che hanno provocato numerose proteste tra i residenti della zona. L'operazione, rivelata oggi da Repubblica, è stata disposta direttamente dal Viminale e, oltre al Comune, ha spiazzato anche la Questura, che non era stata informata della decisione di trasferire gli extracomunitari a Roma. Il condominio scelto per ospitare gli immigrati, è una palazzina fatiscente di tre piani situata nella borgata Finocchio, nel sud-est della capitale, alle spalle del popoloso quartiere di Tor Bella Monaca. Alemanno, che aveva espresso l'intenzione di chiedere chiarimenti al Viminale, ha subito chiamato il sottosegretario Alfredo Mantovano. In una nota, il sindaco di Roma non ha mancato di esprimere il suo disappunto: "Purtroppo questa operazione è stata condotta dal ministero dell'Interno e dalla Prefettura senza una preventiva informazione al Comune e al municipio interessato". Nel comunicato, il Campidoglio sottolinea però che il ministero dell'Interno ha "assicurato che non ci saranno ulteriori provvedimenti di questo genere e che la permanenza degli immigrati alla Borghesiana è solo temporanea". Gli immigrati, circa un centinaio tra somali, eritrei e senegalesi, sono giunti alla Borghesiana lunedi pomeriggio. Secondo il Campidoglio non si tratta di persone colpite da provvedimenti giudiziari ma di immigrati in attesa delle procedure di regolarizzazione di asilo politico. Il loro arrivo improvviso ha scatenato la rivolta degli abitanti del quartiere. E aperto la polemica politica. Il capogruppo del Pd nel VIII municipio, Fabrizio Scorzoni, accusa la giunta Alemanno: "Avevano raccontato di controlli, di espulsioni, di maggiore sicurezza e invece, in gran segreto, si trasferiscono ben 100 immigrati dal Cpt di Lampedusa alla Borghesiana, a pochi metri dal luogo in cui e' avvenuto l'omicidio dell'immigrato polacco ad opera dei quattro rumeni".
Proprio la Borghesiana, lunedì scorso, è stata infatti teatro di un omicidio: quattro romeni hanno assassinato un polacco al termine di un pestaggio per futili motivi.
(27 agosto 2008)

martedì 26 agosto 2008

Dov'è la verità?

l Tribunale di Frosinone ha emesso un decreto di espulsione
«Non sono stato malmenato dalla Polizia» L'ambulante di Termoli nega l'aggressione
Su internet le foto di tre vigili che lo trascinano nel baule dell'auto. «Non farò causa nè chiederò risarcimento»

Una foto scattata da un passante con il telefonino (Emmevi)
Una foto scattata da un passante con il telefonino (Emmevi)
TERMOLI - L'ambulante bangladese Abdul Zainal nega di essere stato «strattonato e malmenato dagli agenti di Polizia Municipale e che gli stessi non mi hanno messo di forza nel portabagagli dell'auto di servizio». Anzi il commerciante dice di essere «stato accompagnato negli uffici seduto sul sedile posteriore».

«NON CHIEDERÒ RISARCIMENTI» - All'indomani dalle pubblicazioni di alcuni scatti su diversi siti e giornali, che ritraggono tre vigili che trascinano un uomo in una auto di servizio a Termoli, arriva una dichiarazione del protagonista di questa vicenda, Abdul Joinal, immigrato trentaduenne del Bangladesh. «Non ho subito alcuna pressione o minaccia nel rendere questa dichiarazione - si legge nel comunicato rilasciato dal Comune di Termoli - e fin da adesso dichiaro di non adire le vie legali e tanto meno chiedere eventuali risarcimenti».

ZAINAL È SCIVOLATO - La nota del Comune ricostruisce anche la dinamica di quanto accaduto. L'ambulante è scivolato mentre cercava di sfuggire ai controlli. Alla richiesta dei documenti da parte della Polizia, l'uomo ha risposto di non averli, ha cominciato a urlare e chiedere aiuto. Numerosi passanti hanno prese le difese dell'immigrato. Altri hanno fotografato la scena, smentita però dallo stesso Zainal.

DECRETO DI ESPULSIONE - Zainal ha precedenti per favoreggiamento di ingresso clandestino o irregolare, associazione per delinquere ed estorsione. Ha scontato 18 mesi in carcere a Cassino (Frosinone). Nel settembre 2006 è tornato libero per effetto dell'indulto. Il Tribunale di Frosinone ha emesso un decreto di espulsione.


26 agosto 2008

lunedì 25 agosto 2008

Linea dura dei vigili

CRONACA MobileInviaStampaProteste a Termoli (Campobasso): i cittadini
hanno scattato anche delle foto, inviate a un sito locale
La linea dura dei vigili
l'ambulante nel portabagagli
di GIUSEPPE CAPORALE

TERMOLI - Un giovane ambulante extracomunitario aggredito, tenuto per il collo e trascinato sull'asfalto, lungo il corso della città. Da tre vigili urbani.
E' accaduto a Termoli, all'altezza del corso Nazionale, sabato scorso, verso sera. Testimoni dell'accaduto diversi cittadini che non solo hanno fotografato la scena con i telefonini, ma sono intervenuti in soccorso del giovane straniero, affrontando le forze dell'ordine.



La polizia municipale aveva fermato l'ambulante in quanto sprovvisto di licenza di vendita. Pare che l'extracomunitario, a quel punto, abbia opposto resistenza aggrappandosi alla merce che i vigili volevano sequestrare. Poi, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stato strattonato a terra e trascinato in mezzo alla strada fino all'auto dei vigili.

"Volevano caricarlo nel portabagagli" raccontano alcuni testimoni al sito internet Primonumero.it che per primo ha pubblicato le foto dei lettori indignati per l'accaduto.

"Ho assistito a una deplorevole scena di crudeltà gratuita - commenta un testimone - i vigili urbani hanno trascinato e strattonato un ragazzo di colore perché non era in possesso della licenza. Alcuni miei amici hanno scattato delle foto con il cellulare. I vigili urbani è inutile che cerchino giustificazioni poiché non è vero - come affermano - che l'ambulante ha avuto una reazione eccessiva e che li ha autorizzati ad usare violenza nei suoi confronti. Ero presente ai fatti e ho ancora nelle orecchie la voce e il pianto dell'extracomunitario che supplicava".

Il responsabile della polizia municipale Rocco Giacintucci, replica: "Non so nulla, ero in ferie. Sto apprendendo ora quanto è successo. Una cosa però è certa: se i vigili hanno agito in quel modo è perché evidentemente c'è stata una reazione spropositata del giovane. Le regole in qualche modo le dobbiamo fare rispettare. Capisco che certe scene possono apparire più o meno cruente, ma dipende dalla reazione del soggetto".

"Davvero il pericolo più grave e il rischio più grande per l'ordine pubblico per la mia città, sono i venditori abusivi?" si chiede Marcella Stampo, della cooperativa Baobab "e quand'anche fosse così, non c'è altro modo per arginare il pericolo che picchiare e portare via una persona come fosse una cosa vecchia o una carcassa di animale, chiuso in un portabagagli? Mi rallegra solo pensare che le persone presenti abbiano avvertito la stupida cattiveria dell'accaduto e abbiano protestato".

(25 agosto 2008)

martedì 19 agosto 2008

Aggressione razzista a Genova

Repubblica on line 19/08/2008
CRONACA MobileInviaStampaSi esaminano i filmati delle telecamere a circuito chiuso. Forse matrice Forza Nuova
Lo studente rimasto vittima dell'assalto è il figlio di un funzionario governativo
Aggressione razzista a Genova
in 13 picchiano giovane angolano
di MASSIMO CALANDRI


Il piazzale della stazione dove è avvenuto il pestaggio
GENOVA - "Sporco negro, puzzi". Prima insultato e poi picchiato a sangue dal branco razzista all'uscita dalla discoteca. La vittima è uno studente universitario di origine angolana, Assunçao Bonvindo Mutemba, 24 anni, figlio di un funzionario ministeriale del paese africano, iscritto alla facoltà di Economia e Commercio di Genova. Lo avrebbero aggredito venerdì notte tredici persone: il ragazzo è stato ascoltato a lungo ieri pomeriggio dagli investigatori della Digos, che hanno giudicato "attendibile" la ricostruzione dei fatti.

È stata aperta un'inchiesta per violenza privata e lesioni, aggravate dalla discriminazione razziale: i poliziotti stanno ora esaminando il filmato delle telecamere a circuito chiuso della stazione ferroviaria del quartiere di Nervi, che dista pochi metri dal luogo del pestaggio. Tra gli assalitori, sostengono alcuni testimoni, ci sarebbero dei simpatizzanti di un locale circolo di Forza Nuova.

"È stato drammatico. Umiliante". Lo studente era in compagnia di una giovane genovese quando, lasciando il locale notturno sul lungomare, è stato improvvisamente circondato da un gruppo di sconosciuti. "Credo volessero vendicarsi di un altro straniero, uno dell'Europa dell'Est, con cui avevano litigato all'interno della discoteca. Lo aspettavano, quello non usciva più. Quando mi hanno visto, se la sono presa con me. Hanno cominciato a riempirmi di parolacce".

Sporco negro. Puzzi. Scimmia. Torna in Africa. Ti ammazziamo. Assunçao non reagisce, cerca solo di farsi largo e di allontanarsi il più rapidamente possibile. Non glielo permettono, il cerchio di stringe e cominciano i primi spintoni. A quel punto è la ragazza che si trova con lui a rispondere per le rime. A gridare di lasciarlo in pace. A mettersi a chiedere aiuto. Dura tutto un paio di minuti, ma sembra un'eternità. Calci, pugni. Lo straniero prova a difendersi ma soccombe.

"Sono arrivati colpi da tutte le parti, non vedevo più nulla: cercavo solo di resistere, di non cadere a terra. E nelle orecchie mi rimbombavano gli insulti". Quando qualcuno dalla discoteca esce per soccorrerlo - i buttafuori, particolarmente robusti, sono anche loro di origine africana - il branco fugge e si disperde. Scappano in direzione della stazione, la telecamera forse li riprende. "Qualcuno di loro aveva la testa rasata. Ma non mi sembra di avere visto tatuaggi o simboli particolari".

La polizia ritiene che si tratti di un gruppo di balordi, senza particolari connotazioni politiche. Di simpatie per l'estrema destra avrebbero parlato persone che hanno assistito all'aggressione, e che sostengono di aver riconosciuto alcuni presunti frequentatori di un vecchio circolo di Forza Nuova del quartiere, chiuso però da diverso tempo.

(19 agosto 2008)


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